Nel 1972 la città di Salerno fu il teatro dell’ omicidio di Carlo Falvella e 39 anni dopo, il 21 e 22 ottobre, ha ospitato il IV Congresso Internazionale Urla nel Silenzio, un’ iniziativa dell’ associazione “Humanitas Pro Humanitate” nata da un’ idea del fratello di Carlo, Marco, per ricordare tutte le vittime degli anni di piombo cadute nell’ oblio.
In quegli anni, Salerno vide molte azioni di stampo terroristico: incendi, aggressioni, devastazioni, fino ad un assalto alla redazione del quotidiano “Il Mattino”. Carlo era un ragazzo di 19 anni, studente della facoltà di Filosofia dell’ Università degli studi di Salerno e vicepresidente del Fronte Universitario d’ Azione Nazionale di Salerno, organizzazione giovanile del MSI, che venne ucciso in una colluttazione a sfondo politico dall’ anarchico Giovanni Marini il 7 luglio 1972 sul lungomare di Salerno, in via Velia. Ed è proprio nella strada dove avvenne la tragedia, che era la stessa in cui il giovane abitava, che la città ha ricordato questo figlio della sua terra dedicandogli un monumento commemorativo nel trentottesimo anniversario della sua morte.
Lo stesso Campus di Fisciano ha sempre tenuto vivo il suo ricordo; ne è testimonianza una pagina su Facebook denominata “Intitoliamo un’ aula dell’ Unisa a Carlo Falvella vittima dell’ odio politico” perché è soprattutto in un luogo di formazione come l’ università che deve passare il concetto della divergenza di opinioni come occasione di confronto e non di scontro, con la speranza che il ricordo di chi si è sacrificato per una passione sia da monito per il futuro… perché un ragazzo di 19 anni non può morire per difendere un ideale! Quella di Carlo è solo una delle tante vite stroncate dal terrorismo politico di quegli anni ed è per ricordarle tutte, al di là del colore politico, che ogni anno dal 2008 i familiari delle vittime incontrano rappresentanti delle istituzioni, politici, giornalisti e scrittori in quella che è diventata un’ occasione di confronto più che una mera commemorazione.
Durante questa due giorni al Teatro Augusteo tanti sono stati i momenti di riflessione grazie a proiezioni di filmati e interventi critici con il pensiero al passato e uno sguardo al terrorismo internazionale dei nostri giorni, con il fine di imparare dagli errori del passato. Infatti il motto della manifestazione è stato ”Non possiamo cambiare il passato … ma siamo in grado di migliorare il futuro” perché quella degli anni di piombo è una pagina buia della nostra storia che non deve ritornare.
Romina Maffucci








