Addetti alle pulizie Unisa: l’Odissea torna al punto di partenza

1 luglio 2017 di

Siamo operai, siamo le buche del campus, non copriteci con una pala di asfalto, un rattoppo e via. Ricostruiamo un manto stradale nuovo”. C’era della speranza in queste parole estrapolate da un articolo di un’addetta alle pulizie scritto per Asinupress, una voglia di ristabilire equilibri perduti, di creare soluzioni alternative. “Un manto stradale nuovo” rende perfettamente l’idea di un viaggio lungo, diritto, senza soste o avvallamenti. Ma è oramai trascorso un anno e la “trasferta” delle operaie e degli operai dell’Unisa verso la meta “lavoro, salario adeguato, badge, servizi igienici in regola, coesione, collaborazione” non sembra voler tornare a casa.

Questa Odissea del prestigioso Ateneo Salernitano, raccontata nel vinile “The dark side of sedicesimo posto in classifica”, ha avuto inizio l’8 Aprile del 2015, quando la Fondazione Universitaria ha indetto una gara d’appalto in cerca di una nuova azienda per la gestione del servizio di pulizie del campus. Nessuno si sarebbe mai immaginato cosa di lì a poco sarebbe accaduto. A decretare il destino dei lavoratori sarà infatti la Gioma Facility (più o meno) Management in data 10 Giugno 2016, proponendo un’offerta al ribasso del 40%. Uno stipendio dimezzato, straordinari e malattia sottopagati, una minaccia di licenziamento, e gli addetti alle pulizie si sono ritrovati a dover firmare il biglietto per un viaggio di sola andata verso la totale indifferenza di una “magnifica” amministrazione, che pedissequamente ha ignorato e ignora la richiesta di una paga corretta e di un luogo adeguato per indossare la divisa, magari più dignitoso di un bagno, un ripostiglio o un sottoscala. A nulla sono serviti incontri, marce, scioperi, conferenze stampa: era necessario un punto di rottura, un’estremizzazione della protesta che rendesse i lavoratori completamente disallineati da un sistema inaccettabile.

Ecco che il 18 aprile 2017, una mattina come un’altra, Stefania Bergamo si è incatenata nei pressi del Rettorato, bypassata in maniera eclatante dai dirigenti della Gioma. Un ultimo atto per dare voce al lavoro degli “Invisibili”, degli inascoltati, di coloro che rendono vivibile la nostra bella università. Ma le lavoratrici e i lavoratori  svuotano cestini di parole buttate al vento, i sindacati stanno in silenzio e il Rettore dà giustamente priorità alla possibile collocazione dell’Unisa nel Regno dei Cieli, proclamando Papa Francesco laureato in medicina poiché “medico dell’anima”. Sua Santità rifiuta il prestigioso “pezzo di carta”, chissà se la lettera speditagli dalle addette alle pulizie abbia fatto la stessa fine. Sciolto il presidio gli equivoci si susseguono senza soluzione di continuità: per l’inaugurazione delle nuove residenze gli operai dell’appalto Unisa hanno svolto straordinari per la pulizia di stanze e aule. Tuttavia la gestione delle residenze è affidata all’A.DI.SU e non alla Fondazione. “Chi pulisce cosa? “ chiede la CGIL, ma ancora nessuna risposta. Anche l’arrivo degli agognati spogliatoi genera incredulità, data la loro dislocazione rispetto ai posti di lavoro assegnati. I minuti impiegati per raggiungere la struttura, indossare la divisa e ritornare sono inclusi nelle ore lavorative, che diventano esigue rispetto alle mansioni da svolgere.

Un minuscolo diritto diventa un trampolino di lancio verso ingiustizie, lavoro mal gestito ed incongruenze. Potrebbe bastare una nuova gara d’appalto per ristabilire le sorti delle lavoratrici e dei lavoratori? Per ora la Fondazione non risponde e il 5 luglio nascerà di fronte alla prefettura di Salerno l’ennesimo presidio per la dignità. Durante il suo viaggio, Ulisse affrontava e scavalcava tutti gli ostacoli sul suo cammino. Ma gli addetti alle pulizie dell’Università degli Studi di Salerno vivono un’altra Odissea, un percorso senza sosta, di soli ostacoli e privo di evoluzioni. Il 29 giugno è passato precisamente un anno dall’inizio della lotta, ma i protagonisti sono ritornati al punto di partenza.

Maria Vittoria Santoro e Letizia Pizzarelli