ADISURC – Intervista a Daniele Battista

3 dicembre 2017 di

Il 5 e il 6 Dicembre si vota, oltre che per gli organi interni all’Università degli studi di Salerno, anche per l’ADISURC, Azienda per il diritto allo studio universitario della Regione Campania. Tra i candidati compaiono due studenti iscritti all’Unisa. Uno di questi è Daniele Battista, membro di dell’associazione studentesca Sintesi.

L’Adisurc è un organo molto giovane: è nato molto di recente attraverso l’accorpamento delle Adisu campane. Il Consiglio degli Studenti nel 2014 si è espresso contrario alla sua costituzione. Come mai questa presa di posizione?
L’accorpamento delle Adisu campane penalizzerebbe soprattutto una parte della regione, in particolare Salerno. Ricordo che l’Adisu salernitana era tra tutte quella più virtuosa: aveva un avanzo di bilancio di venti milioni di euro e permetteva comunque l’anticipo delle borse di studio, cosa che non avveniva nelle altre Adisu campane. Io stesso, facendo parte del Consiglio degli Studenti del 2014, ero contrario a questa unione. Di questa riforma ne risente sicuramente anche il singolo studente, che in questa fase di stallo non sa a chi far riferimento. La sede centrale è a Napoli, ma un ragazzo di Caserta, Benevento o Salerno a chi si rivolge? Il sistema dovrebbe essere completamente rivoluzionato.

L’ultimo Consiglio degli Studenti non ha mai avuto un reale rappresentante in seno all’Adisu perché mai convocato dalla regione e quindi mai investito dei suoi poteri. Il motivo riguardava proprio le fasi di trattazione tra le varie Adisu. Questo non ha, in qualche modo, impedito ai rappresentanti degli studenti di avere piena coscienza di quanto stesse accadendo?
Spero che questa incresciosa situazione in futuro non si verifichi più, poiché possedere una rappresentanza all’interno di quell’organo è fondamentale, proprio per evitare che la dislocazione degli atenei rispetto alla sede centrale di Napoli pregiudichi il funzionamento di alcune situazioni.

Cosa propone il tuo programma in relazione al regolamento per le assegnazioni delle borse di studio?
La prima cosa che intendiamo cambiare è il termine della scadenza delle borse di studio, che cade ancor prima dell’apertura dell’Università. Lo studente prende contatto con la vita all’interno del campus la prima settimana di ottobre con l’inizio dei corsi, ma il termine scade molto prima. Questo è un cambiamento importante soprattutto in virtù del nuovo Isee, molto più complicato da richiedere. Parecchi studenti non riescono a presentare la domanda in tempo, anche perché magari non sono a conoscenza dei termini di scadenza.

Attualmente, secondo il Sole 24 ore, l’UniSa è al 50simo posto relativamente agli idonei beneficiari che hanno poi ottenuto la borsa di studio. In questi anni si è forse pensato più ad aggirare l’ostacolo che a risolvere il problema?
Il 76% degli studenti in regione Campania non percepisce la borsa di studio e l’espressione “idoneo non beneficiario” la definirei una vera e propria presa in giro all’Italiana. Il dato che ho appena esposto mette ancora più in risalto quanto sia paradossale l’idea proposta di un ateneo “top” del Sud Italia. La realtà è che tutte la fasce di reddito andrebbero rivisitate. Con il vecchio Consiglio degli Studenti siamo riusciti a portarle da 7 a 10, ma ciò ha comportato un grande lavoro. L’idea c’è, ma è ancora in fase di sviluppo ed è in ogni caso l’unico modo possibile per abbattere quella scandalosa percentuale.

Sempre relativamente alle borse di studio, c’è anche la figura dei sospesi, ossia degli studenti iscritti al settimo semestre che ottengono la borsa di studio soltanto se, non laureandosi più entro febbraio, diventano fuoricorso. Questa figura non penalizza lo studente?
Assolutamente sì, l’esistenza di questa figura penalizza del tutto lo studente. Da questo punto di vista, a causa della situazione estremamente delicata, ritengo ancora più importante avere una figura di rappresentanza nel nostro Ateneo.

Accanto all’erogazione di borse di studio, l’ente per il diritto allo studio dispone anche della possibilità di assicurare servizi abitativi e servizi di ristorazione. Cosa prevede il tuo programma da questo punto di vista?
Raccogliendo opinioni, a livello strutturale funziona tutto bene, a parte piccoli problemi da risolvere nel quotidiano (mancanza di wifi etc). Per gli studenti la problematica principale è sempre il criterio di assegnazione degli alloggi. I tempi di consegna sono eccessivamente lunghi, iniziano i corsi e in molti si trovano senza un posto dove dormire, situazione problematica per chi arriva da lontano, continuamente costretto ad arrangiarsi con i trasporti o appoggiandosi da amici. È fondamentale che l’assegnazione sia molto più rapida. C’è inoltre bisogno di una completa riappropriazione degli spazi. È impensabile avere un campus “all’americana” con orari di chiusura coercitivi. I fuori sede sono isolati. L’Ateneo dovrebbe davvero modellarsi alle strutture europee, aperte H24. Che senso ha possedere un campus ricco di servizi, ma completamente svuotato di contenuti nei fine settimana? Eventi culturali, migliori collegamenti con il territorio, maggiore partecipazione. Proviamo a partire da qui.

Ciucci elettori

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