ADISURC – Intervista a Mario Passaro

3 dicembre 2017 di

Il 5 e il 6 Dicembre si vota, oltre che per gli organi interni all’Università degli studi di Salerno, anche per l’ADISURC, Azienda per il diritto allo studio universitario della Regione Campania. Tra i candidati compaiono due studenti iscritti all’Unisa. Uno di questi è Mario Passaro, senatore uscente e membro di dell’associazione studentesca Scuola Medica Salernitana.

L’Adisurc è un organo molto giovane: è nato solo di recente attraverso l’accorpamento delle Adisu campane. Il Consiglio degli studenti nel 2014 si è espresso contrario alla sua costituzione. Come mai questa presa di posizione?
Sull’istituzione dell’organo Salerno si è mostrata contraria perché abbiamo avuto modo di constatare che eravamo gli unici a portare avanti una serie di progetti inerenti al diritto allo studio. Avevamo una gestione delle attività migliore rispetto a quella delle altre università campane. L’idea di essere indipendenti ci permetteva di lavorare al meglio ed è questo il motivo per il quale tutti gli studenti, su questo punto, si sono mostrati contrari all’epoca del consiglio.

L’ultimo Consiglio degli studenti non ha mai avuto un reale rappresentante in seno all’Adisu perché mai convocato dalla regione e quindi mai investito dei suoi poteri. Il motivo riguardava proprio le fasi di trattazione tra le varie Adisu. Questo non ha, in qualche modo, impedito ai rappresentanti degli studenti di avere piena coscienza di quanto stesse accadendo?
Certo. Avere un rappresentante degli studenti che potesse partecipare a questa fase sarebbe stato sicuramente molto importante perché ci saremmo potuti maggiormente rendere conto di quanto potesse essere decisivo questo passaggio, delle motivazioni alla base di questa decisione e avremmo potuto avere anche un’idea più chiara sulla nuova gestione. La fase di transizione è sicuramente passata. Con le nuove nomine dei rappresentanti degli studenti partirà definitivamente il nuovo progetto Adisurc.

L’istituzione dell’Adisurc può aver inciso negativamente sull’Adisu e sulla sua autonomia finanziaria?
Essendo l’organo nato da pochissimo, attualmente non siamo in grado di fare un’analisi precisa su quanto l’università di Salerno abbia perduto con questo accorpamento.

Quanto può rivelarsi utile avere all’interno dell’ADISURC uno studente dell’Università degli studi di Salerno?
È sicuramente molto importante perché l’ateneo salernitano sta crescendo, si sta sviluppando e nel momento in cui ci saranno delle necessità che riguarderanno l’università, il fatto che sia uno studente interno all’organo a riportarle avrà sicuramente un peso diverso. Permetterà soprattutto all’Unisa di essere protagonista di questo processo.

Cosa prevede il tuo programma per evitare il grande divario che c’è tra gli idonei beneficiari e gli idonei non concessi?
L’idea è sicuramente quella di coprire il maggior numero di borse di studio. Quando saremo nell’organo potremmo anche cercare di rivedere i limiti dei valori ISEE che attualmente sono tali da non permettere la piena copertura delle borse. Ovviamente nell’organo capiremo qual è la disponibilità economica della regione e cercheremo di adottare le soluzioni più idonee per permettere a tutti di rientrare nel bando.

Attualmente, secondo il Sole24ore, l’UniSa è al 50simo posto relativamente agli idonei non beneficiari che hanno poi ottenuto la borsa di studio. In questi anni si è forse pensato più ad aggirare l’ostacolo che a risolvere il problema?
Potrebbe essere una  chiave di lettura di quanto è stato fatto. Si è sempre detto di voler coprire tutte le borse però effettivamente non lo si è mai fatto. L’Adisurc, forse, potrebbe avere un nuovo ruolo in questo contesto perché, trattandosi di un organo regionale, forse il Presidente della Regione sarà più interessato.

Sempre relativamente alle borse di studio, c’è anche la figura dei Sospesi. Ossia degli studenti iscritti al settimo semestre che ottengono la borsa di studio soltanto se, non laureandosi più entro febbraio, diventano fuori corso. La figura dei sospesi non penalizza lo studente?
Sì. Il capitolo borsa di studio sarà rivisto in toto perché ci inseriremo all’interno di un organo regionale e cercheremo di rivedere le caratteristiche della borsa di studio che possono incidere sugli studenti indipendentemente dall’anno di iscrizione. Andrebbe proprio rivisto il bando in sé e rimettere poi all’attenzione della regione tutte queste problematiche.

Accanto all’erogazione delle borse di studio, l’ente per il diritto allo studio dispone anche della possibilità di assicurare servizi abitativi e di ristorazione. Cosa prevede il tuo programma in merito a questo?
Per quanto riguarda gli alloggi abbiamo condotto un’analisi di quelle che sono le aziende per il diritto allo studio di tutte le regioni italiane e abbiamo notato che il prezzo dei nostri monolocali è piuttosto alto. L’idea è quella di presentare alla regione uno schema delle varie situazioni italiane affinché la somma possa diminuire. Vorremmo anche aumentare gli alloggi per Salerno: ci sono molti studenti vincitori di borse di studio che alloggiano a Baronissi o Fisciano e poi  sono costretti ad usufruire dei mezzi pubblici per recarsi all’ospedale. Anche l’ospedale è una zona universitaria e quindi è giusto che anche quella zona abbia degli alloggi. Per quanto riguarda la mensa vorremmo attivare il servizio di ricarica online per poter agevolare la quotidianità degli studenti. Vorremmo poi ampliare la mensa di Baronissi. Inaugurata lo scorso anno, attualmente prevede 35-40 posti mentre gli studenti che studiano a Baronissi sono 700. Per questo motivo vorremmo ampliarla nel più breve tempo possibile.

Sempre relativamente ai servizi abitati è anche vero che spesso i fuori sede iscritti all’Unisa sono relegati alle zone di Fisciano e Baronissi nei fine settimana e soprattutto a sera per la chiusura delle aule, delle biblioteche e del campus; e dalla mancata possibilità di raggiungere il centro a causa del servizio piuttosto scarso dei mezzi pubblici. Cosa prevede in merito il vostro programma?
Un nostro punto fondamentale è l’apertura del campus sette giorni su sette che non è 24 ore su 24 ore perché penso, per una serie di ragioni, che sarebbe piuttosto difficile anche per una questione di sicurezza. L’idea di base è che, vista l’apertura delle residenze a Fisciano, dovrebbe essere garantita anche l’apertura della biblioteca durante il sabato e la domenica e allungare i vari orari durante la settimana. Per quanto riguarda l’Adisurc abbiamo pensato al trasporto serale, ossia mettere a disposizione degli studenti una navetta per il venerdì e sabato sera a carico dell’Adisurc.

Ciucci elettori

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE:
ADISURC – Intervista a Daniele Battista
Unisa tra elezioni e coalizioni

Articoli Simili

Tags

Condividi