Analisi del contesto Università: dal microcosmo locale al macrocosmo nazionale

15 marzo 2012 di

Osservando le dinamiche nazionali e sentendo sulla nostra pelle (anche indirettamente) le problematiche locali siamo arrivati alla conclusione che la differenza tra locale e nazionale, microcosmo e macrocosmo è soltanto un’illusione. Questa consapevolezza non viene solamente da piccole analisi ma da un universo di azioni che negli anni hanno caratterizzato la nostra epoca. Ripercorrendo a ritroso la storia si può notare come le grandi decisioni o i grandi cambiamenti siano sempre partiti da singoli individui o piccoli gruppi di persone che hanno incominciato ad ascoltare diversamente dal sentire comune. La scelta è sempre una possibilità del singolo mentre la non-scelta del lasciarsi trasportare è proprio ciò che noi di Asinu cerchiamo di contrastare con tutte le nostre forze. La passività, intesa come isolamento e mancanza di rapporto con l’esterno, è l’ingrediente che permette alla differenza tra locale e nazionale di sembrare più visibile e più forte. Micro e macro (come interno ed esterno) sono due realtà in strettissima comunicazione.

Proprio per questo le nostre analisi sono molto critiche verso opposizioni tipiche come studente/lavoratore, interno/esterno, locale/nazionale, Università degli Studi di Salerno/Italia. Ripercorrendo i nostri articoli che documentavano i dubbi e le inadempienze del sistema universitario nei confronti di temi come il diritto allo studio, la democrazia interna e la partecipazione degli studenti alla vita sociale e politica della propria università, abbiamo riscontrato dei chiari parallelismi tra la nostra realtà universitaria e la (nostra) realtà nazionale.

Ad esempio, riguardo ai concetti di democrazia e partecipazione, in quest’anno accademico (2011/2012) abbiamo assistito ad una crisi democratica corrispondente soprattutto ad una crisi di cittadinanza che ha sviluppato diversi movimenti anti-politici e/o legati alla cosiddetta “caccia al tiranno”. Infatti, sembra, che gli unici momenti di democrazia apparente coincidano con le elezioni salvo alcuni casi felici (vedi per l’Italia) come il Referendum del 12 e 13 giugno 2011.

All’Università degli Studi di Salerno abbiamo riscontrato una situazione simile. Oltre a constatare una serie di mancanze e di passività da parte degli organi di rappresentanza studentesca abbiamo notato una concreta inattività e indolenza da parte degli studenti in relazione alle tematiche inerenti la propria vita accademica. Cosa è stato organizzato (in quanto ad attività culturali e di confronto) quando nel resto del mondo imperversavano le rivoluzioni sociali e politiche? Che tipo di confronto è stato costruito quando la riforma Gelmini modificava radicalmente le dinamiche strutturali della nostra Università?

Se gli incontri, i concerti o gli eventi di varia natura fatti all’UniSa si fermano al divertimento (dal latino divertere che indica allontanamento, distrazione, volgersi dal lato apposto) senza costruire una continuità o un dibattito serio, che tipo di interpretazione possiamo dare al motto “Campus Vivendi”?

Noi vogliamo vivere l’Università e l’Italia costruendo alternative valide alla fuga e, per farlo, vogliamo creare attraverso Asinu Press un circolo virtuoso di attività e confronto. Siamo convinti che l’aggregazione, la partecipazione attiva oltreché una formazione e una comunicazione trasparente e sincera possano realmente costituire un elemento di miglioramento alla vita sociale ed economica del nostro territorio. Il riassunto dell’analisi tra interno/esterno, micro/macro è riconducibile a questo bellissimo pensiero dello psicologo Carl Gustav Jung:

Ma io non parlo alle nazioni; io mi rivolgo solo a pochi singoli uomini, per i quali vale come verità certa che le realtà del nostro mondo civile non cadono dal cielo, ma sono in ultima analisi opera di noi uomini singoli. Se le grandi cose vanno male, è solo perché i singoli vanno male, perché io stesso vado male. Perciò, per essere ragionevole, dovrò cominciare col giudicare me stesso. E poiché l’autorità non mi dice più nulla, io ho bisogno di una conoscenza delle intime radici del mio essere soggettivo. È fin troppo chiaro che se il singolo non è realmente rinnovato nello spirito neppure la società può rinnovarsi, poiché essa consiste nella somma degli individui.

Da qui in poi il documento tratterà i punti che riteniamo necessari per dare senso alla nostra ragion d’essere nei confronti dell’Università e non solo. Iniziare un nuovo anno e contribuire alla crescita del nostro territorio attraverso alcune scelte, monitorando e partecipando ad alcuni processi importanti come: l’immatricolazione, le elezioni studentesche universitarie e la costruzione di alleanze sociali per formare una rete di entità socialmente utili.