Assemblea a Giurisprudenza: tutti i limiti della rappresentanza

3 marzo 2017 di

PREMESSA: Probabilmente le tante persone che leggeranno quest’articolo si arrabbieranno un po’. Perciò, a scanso di equivoci, tengo a precisare che quest’articolo non è il lavoro di chi intende fare la giornalista e vuole giudicare o mortificare il lavoro di chi si è tanto impegnato nell’iniziativa. Scrivo, come ho sempre fatto, da semplice studentessa di Giurisprudenza. Uguale alle altre. Che ha preso parte all’iniziativa, esprimendo consenso o contrarietà sui vari punti oggetto dell’incontro, seduta in aula per tre ore, al fianco di colleghi che come me in quell’aula ci sono restati finché ce ne fosse bisogno. Finché si giungesse ad una conclusione. Scrivo perché non intendo concludere l’esperienza di ieri con una semplice pacca sulla spalla e dicendo che sia stato tutto fantastico. No. Perché chiunque abbia preso parte all’incontro, sa che le cose di cui andare fieri sono davvero poche.

Aula 1: affollata, come quando al primo anno si seguivano i corsi fondamentali di Diritto Costituzionale e Istituzioni di Diritto Privato, quando gli studenti venivano divisi in A-L e M-Z, e la tripartizione degli insegnamenti era soltanto un’ipotesi lontana. Lì, ieri mattina, si è tenuta un’assemblea pubblica degli studenti di Giurisprudenza, organizzata dagli stessi attraverso l’ausilio e il sostegno dei rappresentanti.

I punti all’ordine del giorno, e su cui i lavori assembleari si sono maggiormente concentrati, hanno riguardato la recente approvazione in Consiglio Didattico del Regolamento Tesi e la ridistribuzione degli appelli. Per entrambi i punti l’assemblea si è conclusa stilando delle proposte concrete che i rappresentanti presenteranno al corpo docente durante il prossimo consiglio didattico, che dovrebbe essere chiamato d’urgenza. La discussione sul Regolamento Tesi ha visto la presenza anche del Direttore del Dipartimento, Sergio Perongini che, mostrando vicinanza agli studenti, ha formalmente dichiarato che voterà in modo contrario al Regolamento Tesi proposto dai docenti, durante il prossimo Consiglio di Dipartimento. In aula agli studenti sono state proposte delle alternative, rispetto a quanto stabilito dal Regolamento approvato il 20 Febbraio, relative al punteggio che ogni commissione può attribuire durante la seduta di laurea. La prima di queste stabiliva un punteggio da 1 a 7 per la tesi compilativa e da 4 a 10 per quella di ricerca, la seconda da 1 a 7 per quella compilativa e da 7 a 10 per quella scientifica. Una terza ipotesi presupponeva di porre sullo stesso piano i due tipi di tesi, attribuendo per entrambe un punteggio che variasse da 1 a 10. L’ultima stabiliva da 1 a 7 per quella compilativa e da 7 a 10 per quella scientifica. Ciascuna di queste proposte è stata votata dall’assemblea per alzata di mano, ed è risultata vincitrice la seconda di quelle sopra elencate e, cioè, quella che garantisce un punteggio che vada da 1 a 7 per la tesi compilativa e da 4 a 10 per quella di ricerca. I periodi temporali che intercorrono tra la formale richiesta della tesi e la sua discussione, tre mesi nel caso di quella compilativa e otto mesi nel caso di quella di ricerca, non sono stati oggetto di proposta di modifica, così come neanche la soglia minima dei 220 CFU che ogni laureando deve maturare prima di poter accedere al procedimento di richiesta tesi.

Per quello che concerne la ridistribuzione degli appelli, agli studenti è stata presentata un’unica proposta che ha fin da subito raccolto il consenso di tutti. Questa prevede l’istituzione nel mese di Aprile di un appello per i fuoricorso e di un altro per gli studenti in corso. In quest’ultimo caso, però, l’appello non sarà suppletivo rispetto a quelli di cui dispongono già gli studenti, ma sostituirà il doppio appello del mese di giugno. Nel caso in cui, quindi, tale proposta dovesse trovare accoglimento in consiglio, dall’anno prossimo sarebbero garantiti un appello ad aprile e un altro a giugno, e non più due a giugno e nessuno ad Aprile.

I lavori sostanziali dell’assemblea, concretizzatesi nelle proposte approvate e votate dagli studenti di cui sopra si è specificato il contenuto, in realtà, costituiscono solo una parte di quanto è accaduto ieri. Nell’arco di tre ore, infatti, non sono stati affatto pochi i momenti in cui la dialettica istituzionale ha lasciato spazio a sfoghi di vario tipo e litigi. Fin da subito, gli stessi organizzatori dell’assemblea e i rappresentanti si sono scontrati su chi dovesse moderare l’assemblea al fine di rendere i lavori più veloci e fruibili. Sebbene la rappresentanza fosse partita dal presupposto di rendere unici e principali protagonisti gli studenti partecipi, e per tale ragione avesse deciso di non apporre loghi di nessuna associazione e di dar parola prevalentemente a chi non fosse rappresentante, l’effetto sperato non è poi ciò che di fatto si è verificato. I protagonisti, per una buona parte del tempo, paradossalmente, sono stati proprio loro, ignorando completamente il fatto che gli studenti presenti in aula fossero unicamente interessati a risolvere problematiche serie e profonde della facoltà, e, soprattutto, che a loro non interessasse affatto quale associazione o quale rappresentante moderasse o rispondesse alle proprie domande, purché, però, lo facesse.

L’assemblea tenutasi ieri, in conclusione, è riuscita, a modo suo, a partorire due importanti proposte che, avvalendosi delle firme degli studenti presenti, potrebbero avere nei vari organi accademici un maggiore riscontro. Di contorno, invece, ci sono stati soltanto molti battibecchi che più che contribuire alla risoluzione delle questioni hanno prevalentemente, e quasi unicamente, rallentato i lavori assembleari.

Antonella Tanya Maiorino

AGGIORNAMENTO DEL 14/07/2017: Il Consiglio didattico di Giurisprudenza ha approvato un nuovo Regolamento didattico che accoglie al suo interno anche quello relativo alla tesi di laurea. Quest’ultimo entrerà in vigore dal 1 Ottobre 2017 per quello che riguarda l’iter di assegnazione tesi e dalla sessione di laurea di ottobre per quello che riguarda l’assegnazione dei punteggi.