Deputati e senatori, come siete cari

Qualsiasi misura, per quanto drammatica, può andare bene per salvare il paese, ogni provvedimento, sebbene durissimo, può essere accettato per evitare il crollo dello stivale, ma se si tratta di tagliare lo stipendio a deputati e senatori il parlamento (rigorosamente con iniziale minuscola) si risveglia: non toccateli nell’org…ehm, nel portafoglio, altrimenti i parlamentari italiani potrebbero davvero scatenarsi e inscenare una rivoluzione. Qualcuno, come i presidenti di Camera e Senato Fini e Schifani, salva la faccia ammettendo che in una situazione così difficile il Parlamento non può restare zona franca rispetto ai tagli della manovra Salva-Italia. Qualcun altro invece non ha proprio senso del pudore e raglia forte contro l’adeguamento degli stipendi di deputati e senatori alla media europea, tra questi c’è Alessandra Mussolini, deputata PdL molto cara, che tuona senza timore “È come se ci mandassero nudi per strada. Poi è ovvio che uno si ammala, prende l’influenza, si aggrava, arriva la polmonite e quindi…”, non contenta di ciò aggiunge pure “Per colpa di pochi, quelli che si sono arricchiti con la politica e i soldi sottobanco, paghiamo tutti”. 

Se invece è il paese a pagare per  l’inefficienza di deputati e senatori nessuno deve alzare un dito e, anzi, deve pure sentirsi dire “Per i cittadini soffriamo ancora poco. Vogliono vederci soffrire ancora di più.”, ma non è una semplice questione di sadismo verso i parlamentari, i cittadini vorrebbero che questi ultimi guadagnassero di meno perché così capirebbero cosa significhi vivere nelle condizioni del popolo e non da privilegiati della corte reale. Ma per nostra fortuna la Mussolini non è l’unica ad esternare le sue opinioni in merito alla questione tagli alla casta, il pidiellino Guido Crosetto, molto caro anche lui, parla infatti di un “clima di odio” fomentato dai giornalisti, e fa bene a prendersela con questa categoria di farabutti, se non ci fossero loro chi informerebbe i cittadini delle porcherie che si votano tra Camera e Senato? Se pensavate che fosse finita qui, vi siete sbagliati, perché il senatore leghista Piergiorgio Stiffoni, il più caro di tutti, rincara la dose dicendo “Se vogliono una classe politica di sciattoni è una scelta che si può fare ma mi sembra che un certo decoro ci debba essere anche di chi lavora in Parlamento”; per mantenere un tenore di vita dignitoso basterebbe la metà di quanto guadagnano attualmente deputati e senatori, ma anche un paio di migliaia di euro sarebbero sufficienti considerati tutti i benefici di cui godono, così da metterli quasi nelle stesse condizioni in cui vivono quegli sciattoni che li votano.

Cari deputati e cari senatori, “cari” nel senso che ci costate molto, basta prenderci in giro, per dignità vostra, se mai l’avete avuta, adeguatevi alla media europea non appena la commissione Istat consegnerà il suo studio in merito e smettetela di lamentarvi solo quando siete voi a rimetterci e mai quando una legge potrebbe colpire chi non ha tempo e risorse per difendersi.

Giuseppe Luongo