E brindo a chi è più furbo di me, al bar della rabbia

20 settembre 2014 di

Ho più di qualche sospetto, ma chiamiamole anche certezze, che questa allegra storiella porterà forti dubbi sull’intelletto della mia persona, ma per amor di cronaca ecco come andarono i fatti:

Sin dal mio primo anno accademico, ogni giorno passato all’Unisa mi è costato 8€ (4 andata, idem il ritorno). Questo finché il consorzio unico cominciò a tirare gli ultimi sospiri vitali per poi, infine, spegnersi nel dicembre 2013, non prima di aver alzato il prezzo di ogni biglietto di 0,10€.

Il problema è che pur essendosi sciolto il consorzio, sono ormai mesi che i biglietti Unico continuano a circolare in tutta la Campania. Fin qui tutto normale, ma ecco la sorpresa. Dormo fuori da un amico, la mattina vado a Fisciano con un autobus da Salerno, ma prima acquisto il biglietto. La cassiera mi chiede 1,30€, il mio amico dice che i biglietti costano 1,10€, io non capisco visto che leggo il prezzo che sostiene la cassiera, acquisto il biglietto e chiedo spiegazioni. “La signora vende ancora i vecchi biglietti in circolazione, tutto ciò che guadagna è suo, e i controllori accettano ancora i vecchi biglietti, ma sei stato truffato di 0,20€”.

Schema tariffe sita

Se tutte le truffe fossero così l’Italia non sarebbe quel bel paese famoso per la pizza, il mandolino e il falso in bilancio. Però un dubbio mi tormenta. Bevo il mio solito caffè, terzo della giornata, mentre si parlotta di questi nuovi biglietti, quando alla fine viene fuori che la Sita (azienda a cui mi affido per fare Napoli-Unisa tutti i giorni) ha anch’essa adottato una biglietteria propria che offre un biglietto al prezzo di 3€ (per la mia fascia attuale di 4,10€). Ora, il caffè del rettorato non è certo mai stato quello del Gambrinus, ma non potete capire il sapore amaro che mi si palesò in bocca.

Pur non essendo un fine matematico, raggiunsi queste conclusioni:

  • Dall’entrata in vigore di questo biglietto avrei frequentato 5 mesi netti di università, per una media (molto al ribasso) di 8 giorni al mese = 40 giorni e 80 viaggi.
  • Pagando 4,10€ a viaggio ho speso 328€, con 3€ ne avrei spesi solo 240 per un risparmio di ben 88€.

Ebbene, è vero che coi se e coi ma non si fa la storia, e il dato empirico è solo uno: 88€ persi piano come scorre la sabbia della clessidra, mannaggia tutto, giorno dopo giorno, come fai a non prendertela coi se e coi ma? Anzi, come fai a non fare una lista di quello che avresti comprato con gli stessi soldi? (Da qui in poi la storia è finita, ma a mò di titoli di coda c’è la lista che funge da imprecazione):

  • 29 biglietti da 3€;
  • 176 caffè del rettorato;
  • 880 fotocopie al centro stampa;
  • 22 cotolette con patatine al ristorantino, o meglio, 125 hot dog;
  • 24 pacchetti di tabacco da 3,6€;
  • 2 multe per non possesso di biglietto;
  • 15 giorni di affitto in uno sgabuzzino di Fisciano;
  • danneggiare una statua del pensatoio e pagare la riparazione con fare altolocato;
  • tentare di corrompere un professore;
  • acquistare il consorzio Unico Campania;

Ci fai un sacco di cose con 88€, ma vuoi mettere la soddisfazione di perderli e avere in regalo una scorta di bestemmie per tutta la vita?

Salvatore Tancovi

link errata corrige –> http://asinupress.altervista.org/errata-corrige-e-brindo-a-chi-e-piu-furbo-di-me-al-bar-della-rabbia/

  • Rojo

    A distanza di un paio di anni, vuoi vedere che a qualcuno è venuta l’idea di cosa fare con gli 88€?
    Con un piccolo ritocco si potevano prometterne 80€, da Presidente del Consiglio!
    Mi rendo conto che la battuta è poca cosa; rimane solo l’amarezza su quelle che non sono solo ambiguità, ma strafottenze verso i cittadini che chiedono soltanto rispetto.
    Spero che i viaggi di tanti diventino migliori.

  • Salvatore Tancovi

    Riguardo lo scioglimento del consorzio, questo effettivamente continua ad esistere, ma le aziende che ne fanno ancora parte(perchè molte hanno sciolto il vincolo) hanno deciso di adottare comunque una propria tariffa e un proprio biglietto, ergo si tratta di un semplice difetto di forma.
    Riguardo alla validità dei biglietti UNICO, non c’è nessuna parola di quest’articolo che dica il contrario, ribadisco: il problema non è la validità, ma il fatto che i commercianti non offrano la possibilità di scegliere tra le diverse tipologie di biglietti in commercio (mostrando subito il più caro).
    Riguardo il biglietto da 3,6€, credo tu abbia ragione, anche se trovi le indicazioni ufficiali di Sita SUd che indicano il vecchi piano tariffario come riferimento a quello nuovo. Quindi avendo sempre preso il fascia 5, supponevo fosse fascia 5 anche quello nuovo della Sita. Forse non sarà così, come vedi non c’è tanta chiarezza in questa vicenda, e “strafalcioni” presunti a parte, l’ambiguità di tutto ciò è quello su cui verte il testo.

  • Dario Palumbo

    Leggo un po’ di strafalcioni in questo articolo.

    – Consorzio sciolto? È vero, la notizia uscì sui giornali quasi un anno fa, ma ad oggi il consorzio è ancora attivo; conosco persone che hanno rinnovato l’abbonamento annuale 20 gg fa, presso la sede UNICO di Napoli, a piazza Matteotti.

    – Sita, Trenitalia, CSTP e forse altre aziende, stanno erogando ANCHE i loro biglietti, per poter guadagnare di più. Stanno anche intensificando i controlli contro gli abusivi, per aumentare gli introiti e forse sopravvivere.
    Non credo che tollererebbero persone con biglietti non regolari.
    I biglietti monoazienda chiaramente non consentono trasbordo su mezzi di altre aziende, ma a qualcuno può convenire.

    – ogni mattina rischi la multa amico mio, perché Napoli – Fisciano costa 3.60 euro (Sita06) e non 3.00 euro