Corsi, ricorsi e fuori-corso storici: cause effetti e responsabilità

Pigri, perdenti, bamboccioni, sfigati: i fuori corso italiani, parassiti di un’economia in crisi.

Michel Martone ha definito sfigato chi si laurea dopo i 28 anni. Sito: michelemartone.org

Una polemica latente questa, che dalla riforma dell’Università del luglio 2010 firmata Gelmini si è riaccesa in seguito all’affermazione del sottosegretario al lavoro Michel Martone, un giovane prodigio che a 29 anni era già professore ordinario e aveva uno studio a Roma insieme al fratello nell’attività di famiglia; ma si sa, in Italia la famiglia dà sempre una buona spinta … motivazionale!

Sui 255.540 studenti laureatisi nell’anno accademico 2008/2009, l’ultimo per il quale sono disponibili questi dati nell’archivio dell‘Anagrafe Nazionale Studenti del Miur, il 56,5% era fuori corso. Più della metà.Ai primi posti, con più studenti laureatisi in corso, troviamo Università private già note per la loro efficienza quali Bocconi, San Raffaele e Luiss, mentre il primo ateneo pubblico a figurare è l’Università degli Studi di Pavia con il 36,2% di laureati fuori corso. Una media dignitosa se si considera quella dell’Università di Pisa, ultima in lista: l’83,7% , contro un misero 12% di laureati in corso.

Ma chi sono esattamente questi studenti ritardatari?
Il sistema universitario italiano distingue tra ripetenti, cioè studenti che non abbiano raggiunto i crediti necessari per passare all’anno successivo, e fuori corso, ossia studenti che al termine degli anni curricolari debbano ancora dare degli esami.

Secondo i politici che di tanto in tanto hanno riacceso la polemica, la causa è che più della metà degli studenti italiani sia dedita al fancazzismo.
Da universitaria non credo che lo scarso impegno di questi ultimi debba essere l’unico imputato. Parliamo allora di un colpevole quasi mai citato in giudizio: l’Università italiana.

Dal 1999 ad oggi l’Università italiana ha subito alcune riforme importanti.
Per i percorsi di studi degli anni che precedono il 1999 si parla di vecchio ordinamento; con la riforma di quell’anno furono istituiti i crediti e l’articolazione dei cicli di studi su più livelli, ossia la divisione tra laurea triennale e specialistica.
Dal 2008/09 però è entrato in vigore un nuovo ordinamento che ha portato una modifica sostanziale: il tetto massimo di 20 esami per le lauree di I livello (triennali) e di 12 per le magistrali. Fortunati coloro che si sono iscritti da quel momento in poi, fregati tutti gli altri!

Di pari passo all’attuazione di questa riforma il ministro Gelmini ha condotto una sua opera di snellimento dell’Università, chiudendo alcune sedi distaccate dislocate nelle province e sostituendo solo parzialmente i professori che si affacciavano alla pensione.

Come se non bastava già dover equiparare tra loro percorsi di studio di vecchio, quasi vecchio e nuovo ordinamento, gli studenti hanno dovuto fare i conti con esami disattivati o, peggio ancora, con nuovi atenei che non sempre accettavano in toto gli esami svolti nella vecchia sede.
Sempre più studenti sono (stati) costretti a trascorrere intere giornate tra segreterie e uffici, periodi di attesa e siti dedalici, sconfitti dalla opprimente burocrazia all’italiana.
-clicca qui  per comprendere cosa si intende per sito dedalico-

Se a tutto ciò si aggiungono i costi sempre più alti della vita universitaria e il progressivo dileguarsi delle borse di studio, per un notevole numero di studenti risulta impossibile concentrarsi solo sugli studi!

Ma, al di là di percentuali vergognosamente alte, a chi giova avere studenti che impiegano più anni del dovuto per laurearsi?
In che modo studenti che pagano più tasse usufruendo di meno servizi possono gravare sull’economia del proprio ateneo?

Per scoprirlo, nella prossima puntata, spulceremo nei minimi dettagli servizi e disservizi della nostra cara Università degli Studi di Salerno, quartultima in lista con il 78% di laureati fuori corso!

Per approfondimenti:
http://opendatablog.ilsole24ore.com/2011/08/classifica-delle-universita-con-piu-studenti-fuori-corso/#axzz1kevcRxbj
http://statistica.miur.it/scripts/DSU_BD/BD_DSU_1.asp 

http://www.repubblica.it/scuola/2012/01/29/news/sfigati_bamboccioni-28980239/
http://www.studenti.it/universita/orientarsi/fuori_corso.php
http://www.universita.it/ordinamento-universitario/