Per tutti gli studenti di Lettere e Filosofia consiglio un’occhiata a questo gruppo su Facebook: Studenti di Lettere e Filosofia per l’appello ad Aprile . La richiesta sembra quasi ricalcare per filo e per segno l’odissea per il conseguimento degli appelli di dicembre (chiesti fortemente in quanto aggiuntivi, ma che si sono rivelati l’ennesimo buco nell’acqua). Stavolta, il malessere non riguarda una cerchia generica di ragazzi, frequentanti vari corsi di laurea, ma una larga maggioranza di studenti del ramo umanistico, che si sentono discriminati. A ben ragione, visti i pochi appelli non a misura d’uomo di cui l’Università di Salerno è tristemente nota; gli orari delle lezioni accessibili ai privilegiati che hanno sviluppato il dono dell’ubiquità e, il più delle volte, una sperequazione ingente tra i corsi da seguire il primo e il secondo semestre.
È il caso di alcune magistrali e della triennale di Editoria e Pubblicistica, che da tempo deve farci il callo con una media di 2 corsi da seguire il primo semestre e i restanti 7 che giungono a primavera. Ad intervenire sul gruppo sono studenti del vecchio e nuovo ordinamento, laureandi e specializzandi; che il più delle volte lamentano una disparità di trattamento rispetto alle altre facoltà. C’è chi avanza la supposizione (data come una certezza) che un sistema del genere porti necessariamente alla condizione infernale del fuori-corso, impossibilitato a disporre di appelli straordinari ogni mese (“concessione” riservata, al contrario, agli studenti di Ingegneria in ritardo con gli studi). L’emergenza neve di queste ultime settimane, inoltre, ha liberato dal vaso di Pandora la precaria organizzazione sulla quale l’università si regge. Non sono mancati casi di studenti ai quali è stata negata la possibilità di recuperare, in via del tutto particolare, un esame e alcuni che si sono perfino visti spostare la propria discussione di laurea.
Ecco perché, di fronte a questi appelli concessi col contagocce, si preme per delle date aggiuntive ad aprile. Sul gruppo viene spesso chiamato a parlare un rappresentante di facoltà, con la speranza di strappare, durante le estenuanti riunione del consiglio, almeno la promessa di un impegno concreto. “Potenzialmente tutto è possibile- questa la sua “dichiarazione” più seguita dagli iscritti- praticamente e burocraticamente la vedo difficile. Per far sì che ci sia un appello ad aprile, infatti, dovrebbe passare in Consiglio di Facoltà a febbraio, ovvero mercoledì prossimo. E, se ricordate il lungo iter che ha portato all’appello di dicembre (mettendo da parte per un attimo le polemiche sul “si poteva fare di più o di meglio”), è una cosa sostanzialmente impossibile. Vedo più plausibile, come ho già avuto modo di sostenere, un appello aggiuntivo nella sessione estiva (che ricordo essere l’unico appello che è stato tolto negli ultimi quattro anni). Quindi o tre date tra giugno e luglio (com’era in precedenza) o una data a maggio, una a giugno e una a luglio (soluzione che credo essere la più logica e vantaggiosa)”.
L’annunciato mercoledì prossimo è arrivato: oggi 15 febbraio. È ancora presto per trarne delle conclusioni, l’unica costante che si verifica è la fuga di notizie ufficiose (quale quella dell’approvazione degli appelli ad aprile per Scienze della Formazione, non ancora verificabile). “Ricordati che sei uno studente Unisa!” direbbe Savonarola, una volta venuto a conoscenza dei fatti.
Martina Gargiulo








