Hybrid Theory: Marco Gallotta a Salerno

29 ottobre 2017 di

download“Hybrid Theory” è la prima personale salernitana di Marco Gallotta, artista campano nato a Battipaglia  nel 1973, che vive e lavora a New York da circa 20 anni. Gallotta si è formato tra il Nord Italia e il Nord Europa ma è negli Stati Uniti che ha approfondito i suoi studi al “Fashion Institute of Technology” aprendosi al mondo della moda e della pubblicità. La personale al Palazzo Fruscione che si è svolta dal 6 al 28 Ottobre ha raccolto più di 50 opere dell’artista mostrando le varie sfaccettature del suo lavoro.

A partire dai primi esperimenti con il linoleum (linocuts 2008), ai “Paper cuts on photograph” Gallotta si dimostra un artista poliedrico che ama le sperimentazioni, le sovrapposizioni e le contaminazioni. Ciò che infatti più colpisce è come riesce a fondere tra di loro i linguaggi del disegno, della pittura e della fotografia.

La tecnica che lo rappresenta maggiormente è il paper-cutting. La sua abilità nell’intagliare la carta fotografica, nel sovrapporre con leggerezza i vari strati di materiali, le diverse texture e i colori è visibile in particolare nella serie di ritratti dei personaggi famosi: David Bowie, Lady Gaga, Leo, Mercury, Obama, Spike Lee e Frida. Altra serie iconica è quella delle bottiglie realizzate per Chanel. Marco Gallotta ha infatti collaborato con marchi famosi come Vogue, Apple e la Nike.

Maggiormente evidente il collegamento con le contaminazioni culturali nelle opere dai temi riguardanti forti esperienze sociali, come nel dittico dedicato alla coppia gay di Craig e David legato al tema della “genders equality”. Oppure nell’impattante “Voices in the silence”, un paper-cut di inchiostri e cera che affronta la struggente vicenda del mercato della prostituzione, opera realizzata per l’attività della Somaly Mam e della fondazione statunitense.

L’incrocio tra arte e artigianato si può notare nella ricostruzione dell’atelier dell’artista. La riproduzione del tavolo da lavoro fa pensare ad un laboratorio di artigianato se non fosse per i numerosi bozzetti e ai colori che lo ricoprono.

Ad accompagnare la personale di Marco Gallotta l’esposizione satellite “Layers” curata da Fabrizio Demma. Anche questa fortemente legata al design della moda e alla fotografia. Le opere sono decisamente sperimentali pur conservando un tocco artigianale. La sovrapposizione dei materiali non è altro che il sovrapporsi dei diversi punti di vista degli artisti: Chiara Liotti, Giovanni Barba, Francesco Di Lisa e Pino Falcone.

Uno spazio è stato riservato all’Area Talk dove si sono svolti i talk d’autore, gli incontri letterari, i concerti e una mini rassegna cinematografica dedicata al rapporto tra musica e film.

L’Associazione culturale “Tempi Moderni” che si è occupata del progetto ha anche coinvolto gli studenti del  Liceo Classico T. Tasso Salerno, Istituto tecnico Antonio Genovesi – Salerno e del Liceo Artistico Sabatini-Menna di Salerno per i quali sono stati ideati degli incontri a tema con l’obiettivo di far comprendere il nostro contemporaneo partendo dalla cultura.

Pizzarelli Letizia