Il segreto per vincere le elezioni studentesche, edizione 2017

4 dicembre 2017 di

Da qualche ora anche gli studenti dell’Università di Salerno, che di Giovanna D’Arco neppure posseggono la devozione mistica, sono stati vittima di quella che a tutti gli effetti sembra un’allucinazione uditiva. Incessante, la voce di cui sono gremiti gli smartphone del corpus studentesco recita, in un dialetto che il giornalismo è costretto a tradurre: «Ma voi non dovete mai strappare manifesti, mai fare casino con loro [i vostri avversari alle elezioni, ndr], come devo dirvelo? Strappiamoci i manifesti nostri e buttiamoli a terra, è proprio il segreto per vincere, mannaggia alla miseria».

Citazione a parte del prodotto televisivo firmato Lina Wertmüller, sembra che la voce di uno dei candidati alle imminenti elezioni studentesche, si prodighi in preziosi suggerimenti su una perfetta campagna elettorale. Noi, poveri asini poco eruditi della macchina della propaganda, credevamo a torto che il segreto della vittoria emergesse da programmi solidi e propositi felici; noi, poveri cretini, ci azzardavamo a indignarci quando calpestavamo quei simulacri di foglie autunnali che erano gli stralci delle locandine elettorali o quando alla gigantografia di un candidato venivano strappati come per gioco occhi e bocca. La voce è tuttavia ciò che ci àncora alla contingenza, non permette utopia. Certo, il dispositivo dell’interpretazione potrebbe non accordare una denuncia completa dei segreti dischiusi dallo scrigno della voce, strappiamoci i manifesti potrebbe persino caldeggiare una sublimazione dell’atto, la descrizione d’una pratica consueta. Eppure quella voce ha seminato nella mente dello studente il germe della malafede.

E se la spoglio di locandine adagiate sul pavimento non fosse così sano? Se altre forze avessero agito per modificare la percezione dell’aggressività? Quei punti del programma elettorale, a bella posta stampato su cartoncino poroso per cui il timbro dell’associazione è impresso a ceralacca, saranno ossequiati oppure li si dimenticherà sino al prossimo tafferuglio elettoraleMa quale valore assumono le parole di chi, per accaparrare un consenso, è disposto ad attuare uno stratagemma scorretto, gretto e banale?

Si dovrebbe, forse, ringraziare la voce inavveduta del candidato che da qualche ora ci ha illuminato sul segreto della bassezza, adesso ci si può fregiare d’essere meno asini e più disillusi d’un granello. Invitiamo inoltre lo studente così “impegnato” nel trionfare alle elezioni a non sprecare ulteriormente fiato. Può conservare con cura i manifesti distrutti e riutilizzarli per la prossima campagna. La nostra redazione sarà estremamente sollevata nel comprendere di non dover svolgere un’ulteriore fatica giornalistica: basterà un semplice “copia\incolla”. Sarebbe stato preferibile un silenzio pre-elettorale?

 

Asinu

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