Le Commissioni Paritetiche e la denuncia di alcune associazioni

13 maggio 2016 di

Il 5 Maggio, agli uffici del Rettorato, è stato consegnato un documento sottoscritto da oltre 60 rappresentanti degli studenti e da 10 presidenti di associazioni universitarie con il quale è stato ufficialmente richiesto l’annullamento dei decreti di indizione delle elezioni per il rinnovo delle commissioni didattiche paritetiche. A maggio, infatti, non si vota soltanto per il Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari, ma anche per il rinnovo di una rappresentanza rispetto alla quale, forse, quest’anno si è fatta poca informazione.

Il motivo, più che legittimo, che ha spinto diverse associazioni all’interno dell’uniSa a protocollare l’atto di richiesta di annullamento dell’indizione delle elezioni di quest’organo fondamentale, è la violazione dell’art. 61 dello statuto generale d’ateneo che recita << Il provvedimento di indizione delle elezioni è pubblicato all’Albo ufficiale d’Ateneo almeno quarantacinque giorni prima della data fissata per le votazioni. >>. Quest’anno, infatti, i presidi delle facoltà di Ingegneria, Medicina, Economia e Scienze Matematiche, hanno pubblicato i decreti verso la fine del mese di aprile indicendo le elezioni nella stessa settimana in cui si svolgeranno quelle per il CNSU, non garantendo quindi l’intercorrere dei 45 giorni dal momento dell’indizione a quello della votazione.

13133116_981846725227149_2540757482900271142_n

Parte del documento protocollato

Le commissioni didattiche paritetiche sono un organo introdotto dalla Legge n.240 del Dicembre 2010, meglio nota come ”Legge Gelmini”, le cui funzioni principali consistono in attività di monitoraggio della didattica presso la facoltà in cui sono istituite. Un elemento che le contraddistingue in modo particolare è l’aggettivo ”paritetiche” che afferisce alla composizione delle stesse. Se all’interno dei Consigli di Facoltà e dei Consigli Didattici, gli studenti equivalgono al 15% della loro composizione, le commissioni paritetiche, invece, prevedono un numero di studenti pari a quello dei docenti. Il rapporto tra la classe studentesca e quella dei docenti è, dunque, di 1 a 1.

La commissione, per adempiere al delicato ruolo di esaminatrice della didattica che le è stato conferito, stabilisce degli appositi criteri di valutazione che tengano in considerazione i servizi ai quali gli studenti possono accedere e il rapporto tra la mole di studio necessaria per conseguire un esame e il peso in cfu di cui l’esame stesso dispone. Sulla base di questo, la commissione ha la facoltà di esprimere pareri sull’attivazione, modificazione e soppressione dei corsi di studio, e sulla revisione dei  regolamenti didattici. Dunque, se studiate troppo per un esame che invece richiede un minore numero di ore di studio, se i vostri docenti vi offrono un’adeguata preparazione per il conseguimento di uno specifico esame e se il tipo di esame che vi accingete a preparare ad ogni sessione è idoneo al corso di studio da voi scelto, a farlo notare al Consiglio di Facoltà è esattamente la commissione didattica paritetica, ove il numero pari dei suoi componenti rappresenta la finalità del suo lavoro che è quello di garantire un confronto sincero e diretto tra chi apprende e chi fa in modo che si apprenda. 

Al di là di quali motivazioni possano aver spinto i presidi di alcune facoltà dell’ateneo salernitano a sancire le elezioni in deroga al regolamento generale, la preoccupazione che gli studenti non abbiano avuto sufficiente tempo per informarsi e per essere informati, resta e accompagnerà sicuramente l’animo generale degli studenti nei giorni in cui le elezioni avranno luogo. Aggiungiamoci, poi, l’interrogativo del perchè per le elezioni del CNSU si facciano banchetti istituzionali in ogni corridoio di ogni facoltà, mentre, per quelle paritetiche, in cui i nostri insegnanti sedendo accanto agli studenti si impegnano a migliorare la didattica con l’unico interesse di promuovere la nostra preparazione, i banchetti non servano.

 

Antonella Tanya Maiorino