L’Unisa 16esima in una classifica inclassificabile

2 gennaio 2017 di

Il Sole24Ore oggi ha pubblicato la sua annuale classifica sulla qualità degli atenei italiani. Ancora una volta Verona primeggia mentre la Pathenope di Napoli si conferma fanalino di coda della penisola. L’Unisa, dal cantounisa suo, si gonfia d’orgoglio per aver scalato nell’ultimo anno ben 10 posizioni. L’Ateneo salernitano, infatti, ha raggiunto il 16° posto su 61, conservando la sua reputazione di unica eccezione positiva in un Mezzogiorno sempre più in difficoltà.

Contemporaneamente alla classifica, Il Sole24ore ha oggi pubblicato un approfondimento dal titolo “Borsa negata a uno studente su due”, in cui si legge che “a indicare il diritto alla borsa di studio sono dati fissati dalla legge, cioè l’Isee (indicatore della situazione economica equivalente) e l’Ispe (indicatore della situazione patrimoniale equivalente), ma tanta “scientifica” oggettività si perde quando si passa all’atto pratico. Il riconoscimento dell’«idoneità», cioè del diritto dello studente a ottenere la borsa, spesso si perde nell’assenza di risorse per tradurlo in realtà”.

Ancora una volta è al Sud che si registrano i dati più preoccupanti. La percentuale più bassa di beneficiari di borsa di studio quest’anno si è registrata all’Orientale di Napoli, dove l’ha ottenuta solo il 15,6% degli studenti. Anche all’Unisa il numero di idonei continua a superare quello delle effettive concessioni. Il Sole24Ore non ha ancora pubblicato la classifica divisa per indicatori ma basti sapere che fino a un anno fa l’Università degli Studi di Salerno, pur piazzandosi al 26° posto nella graduatoria generale, era 57esima in quella relativa all’erogazione di borse di studio.

La mancanza di contributi a favore degli studenti, unita a una crisi economica a cui non tutte le famiglie riescono a far fronte, ha contribuito a una notevole riduzione degli immatricolati. Nell’ultimo decennio le tasse universitarie sono aumentate del 63% e l’Italia ha conseguentemente perso quasi il 20% dei suoi studenti universitari. È il rischio di un sistema elitario che spinge alla competizione acuendo le differenze tra territori e classi sociali. Viene a questo punto da chiedersi: per chi si migliora un’università? La valutazione positiva della qualità di un Ateneo ha davvero senso se quell’Ateneo diventa sempre più inaccessibile per lo studente medio?

Valentina Comiato

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 >Analisi della classifica sulla qualità degli atenei italiani pubblicata da IlSole24Ore nel 2015.
Ranking: il cancro delle università moderne >Commento successivo alla pubblicazione della classifica ARWU, che vedeva l’Università degli Studi di Salerno collocarsi tra le prime 500 al mondo.