Il Magnifico incontro degli addetti alle pulizie

24 luglio 2017 di

Sono le 10:00, il sole si leva già alto sul drappello di lavoratrici intente a innalzare lo striscione con impressa la loro amarezza. Alle loro spalle si estende la Piazza del Rettorato, deserta; sulle panchine giacciono i volantini che inneggiano al rispetto reclamando dignità e un giusto salario. Ovunque il silenzio si fa carico di tensioni, vera protagonista è l’assenza. Il mancato ascolto dopo un anno si fa pesante e la partecipazione dei professori, anch’essi parte dell’Università, si dimostra essere davvero esigua. La resa non è contemplata. Dopotutto si parla di necessità primarie e non di richieste illegittime, è questo che sembra sfuggire “ai piani alti”, così in alto da sembrare irraggiungibili.Un'immagine del presidio.

E per questo si salgono le scale e ci si protende verso il Rettorato per continuare a cercare di avvicinarsi almeno un poco. Dopo un’ora di presidio improvvisamente appare loro, come una visione, in tutta la sua magnificenza, magniloquenza e magnanimità, il Rettore. Intento ad adempiere ai suoi impegni con l’erogazione del rimborso economico per “Unisa premia il merito” non si aspettava di trovarsi davanti le lavoratrici; il tanto agognato incontro, pur in maniera informale, finalmente avviene. La segretaria della Filcams CGIL Maria Rosaria Nappa si dimostra risoluta. Brevemente descrive la situazione e rinnova l’appello all’attenzione verso ciò che sta mettendo in discussione la vita e la dignità di molti lavoratori. Il Rettore mostra tutta la sua incredulità, la perplessità lo irrigidisce raggelandogli l’espressione del viso. Non una parola, un cenno di assenso o diniego. Nulla. Alle lavoratrici non resta che attendere ancora.

“Io non ci credo che l’Università della mia città sia indifferente”, precisa la sindacalista. Non è forse questo, ciò che gli operai delle pulizie reclamano ormai da un anno? Un appello all’ascolto sincero che si occupi in forma pratica della loro condizione. Dal Rettore al Prorettore, professor Antonio Piccolo, pare che le orecchie in ascolto siano state molteplici, per quanto ricolme di stupore. Tra la platea della Sala Biagio Agnes, infatti, la segretaria Nappa, insieme con il nugolo di lavoratrici che dal mattino si è occupata del presidio, ha proposto all’ascolto del secondo la solita narrazione cui si aggiungono quotidianamente nuovi amari capitoli. Che fare, allora? Ancora una volta, il contratto dell’azienda è totalmente legittimo: un anno ormai onorato cui potrebbero seguirne di proroga. “Non funziona che la legge sia indifferente a tutto ciò che è legittimo!”, la chiosa di Nappa.

Sembra dunque, checché ne scriva certa stampa, che nessuna ritrovata serenità abbia investito gli operai, a vigere è anzi un incessante stato d’agitazione. Ai lavoratori, “parte integrante dell’Università”, bisogna restituire una dignità che avvertono lesa dalle politiche oppressive instaurate dalla GioMa Facility Management. Molti, gli operai che sopportano condizioni di lavoro inammissibili: sembra che dove i salari (considerati “vergognosi” dalle voci operaie) discendano sempre più verso il basso, si dilatino i richiami, anche per una sola bottiglietta d’acqua poggiata sul carrello degli utensili. Uno strappo, quello tra operai e dirigenti, che l’Università deve frenare, pena nuovi provvedimenti dei primi. Le promesse del Prorettore? Un profluvio di buffetti solidali, l’impegno a un nuovo colloquio con la Fondazione Unisa e la GioMa Facility Management. Nulla che l’incontro in Prefettura del prossimo lunedì trentun luglio (a condizione di nessun ritiro delle parti, il quarto, in tal caso) non abbia già auspicato. Da un anno il solito refrain: attendere.

 

Letizia Pizzarelli, Antonio Iannone

Articoli Simili

Tags

Condividi