Non scherzate con i Santi: all’Unisa laurea in medicina al Papa

20 marzo 2017 di

Qualcuno che si risolva per una carriera giornalistica, o che soltanto decida di raccontare gli avvenimenti da cui è circondato, deve necessariamente possedere un occhio vispo, scaltro, nitido, osservare con pervicacia, ascoltare, ritrovare le storture pure tra gli spazi del non detto. Il giornalista, o aspirante tale, lavora sul Nulla, nella torbida palude del sottotesto. È in tal modo che può animarsi l’informazione, la radura dove il dialogo permette una maggior comprensione sugli eventi. A volte la notizia si ricerca dunque faticosamente, purtuttavia il giornalista si può immaginarlo felice. Soprattutto quando gli avvenimenti stessi risultano così trasparenti da servire la notizia, umorismo annesso, su un piatto da portata.

Ebbene, l’Università degli Studi di Salerno assegnerà a un individuo d’eccezione (che tale non è, in quanto “Uno e Trino”) una laurea ad honoris causa in medicina. Chi? Nientemeno che Papa Francesco, <<medico delle anime>> e <<intimo conoscitore dei bisogni delle persone più deboli>>, come ha recitato il rettore Aurelio Tommasetti durante il convegno “Umanizzazione della medicina – curare e prendersi cura” in accordo con il direttore del dipartimento di medicina, chirurgia e odontoiatria “Scuola medica salernitana” Mario Capunzo.

Tal quale a un impeto, l’umorismo distrugge i precetti del Super-Io freudiano, la cui descrizione perfetta è sintetizzata dal detto popolare: “scherza coi fanti, ma non scherzare con i santi”. Purtuttavia si potrebbe dir molto, e si perdoni la blasfemia con cui questo scritto affronta l’argomento: non è forse la medicina quella materia per cui il corpo anatomico si fa terreno d’ogni tentativo di guarigione? Di ricostituzione? Ammettere un ente, pur metafisico, come l’anima dentro il discorso medico richiede un conato teologico che mal sembra abbracciare la pratica biofisica, chirurgica anzi, della materia medica. Certo, a essa sottende quella dimensione della Cura, l’interesse pur emotivo del medico per la guarigione del paziente, ma se a nient’altro si riduce, tanto vale confonderla con la sociologia, la filosofia. È in una confusione di tal genere, che pure non contempli dietrologie, quella dentro cui sembrano capitolati i vertici universitari. Da bravi dantisti non si può non immaginare una riforma dei cieli del paradiso dove ne compaia uno che recita “Università degli Studi di Salerno”, e un rettore che svolazza lieto tra la Rosa dei beati.

Ci attaccassero, ci nasconderemo dietro il diritto alla satira. Alcune voci di corridoio riportano, infatti, che proprio l’Ateneo salernitano abbia deciso di premiare Annamaria Franzoni con una laurea ad honorem in Scienze dell’Educazione. Disperato, Massimo Carminati invia lettere accorate alle segreterie universitarie (che si guardano bene dal rispondere, trattando con lui come con gli studenti), desiderando godere di un titolo di dottore in Giurisprudenza. Non sarà purtroppo accettata, per manifesta incapacità del soggetto a esame, la richiesta di una commissione, tra cui pare compaiano anche un paio di grillini, di omaggiare il leader del Movimento Beppe Grillo con una laurea in Sociologia del Diritto, o anche in Scienze politiche o anche solo in Informatica applicata.

Persino l’occhio meno attento e meno vicino ai luoghi universitari, avrà ormai colto quanto il rettore Tommasetti, si ignora per quale strana patologia, sia ossessionato dalle classifiche, dai podi, dall’affannosa corsa verso il gradino più alto. Che desideri abbandonare l’epiteto di Magnifico per abbracciare quello di Santissimo?

Antonio Iannone