Open Data: l’importanza dell’informazione libera

6 marzo 2017 di

Anche quest’anno, per la quinta volta, è stato indetto a livello mondiale l’Open Data Day per incoraggiare l’adozione nel governo, nell’impresa e nella società civile dei dati aperti: essi non sono solo l’esito dell’adempimento a una normativa vigente – il Decreto Legislativo n. 82 del 2005 del Codice dell’Amministrazione Digitale -, ma piuttosto un patrimonio pubblico reso disponibile gratuitamente, secondo i termini di una licenza che ne permette l’utilizzo da parte di chiunque, e accessibile attraverso le tecnologie dell’informazione e della comunicazione.
Tali dati sono controllati dall’Open Data Charter, attraverso la quale i Paesi membri del G8 hanno individuato 14 aree tematiche di rilievo da presidiare per il rilascio dei dati.
I dati aperti possono quindi essere considerati materiale grezzo, liberamente disponibile e accessibile per chiunque, adatto ad essere rielaborato e incrociato con altri dati al fine di creare valore aggiunto (nuovi mercati, imprese, lavoro, servizi, ricerca, etc).

L’impegno del Governo è particolarmente importante in questo ambito, in quanto permette ai cittadini di avere sotto controllo informazioni rilevanti per prendere decisioni migliori nella nostra vita privata, o renderci più attivi nell’ambito della società civile.
Ad esempio abbiamo progetti come il finlandese tax tree (l’albero delle tasse) e il britannico where does my money go (dove vanno i miei soldi) che permettono di identificare come i soldi delle tasse dei cittadini sono impiegati dal governo; ma esistono anche molti siti, tra cui il danese folketsting.dk e l’italiano openparlamento.it, che tracciano le attività dei parlamenti e il processo di formazione delle leggi, in modo da mostrare cosa succede esattamente e quali parlamentari sono coinvolti nelle varie attività.
Il progetto del 2017 si concentra su quattro aree chiave: la ricerca, il denaro pubblico, l’ambiente e i diritti umani; e, in linea con l’ideologia, chiunque è invitato a partecipare e a proporre le proprie idee tramite il sito opendataday.org.
ODDUNISA_2017L’Università degli Studi di Salerno non ha mancato di rispondere all’annuncio e ha lanciato l’hashtag #ODDUNISA.

L’iniziativa – organizzata dall’Osservatorio sulla Comunicazione della Pubblica Amministrazione del Dipartimento di Scienze Politiche, Sociali e della Comunicazione – presenta un modello di comunicazione integrata basata sulla costruzione di dataset (una collezione di dati in relazione tra loro) sulla quantità di rifiuti raccolti e sui costi del servizio di gestione della raccolta differenziata dei comuni.
L’incontro – promosso da Daniela Vellutino e Vittorio Scalano in collaborazione con il gruppo dei comunicatori del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (SNPA) rappresentati da Marco Talluri – avrà luogo il giorno martedì 7 Marzo e sarà diviso in due parti: avrà inizio nell’Aula Magna P1 del dipartimento di Informatica alle ore 10, per poi continuare nel Laboratorio di Informatica alle 14.30.
Magari coglieranno l’occasione per ricordarsi che anche i verbali delle sedute di organi come CDA dovrebbero essere pubblici… Ma questa è un’altra storia.