Restare uniti, ecco quanto emerso dall’assemblea pubblica degli addetti alle pulizie

10 settembre 2016 di

Un contratto che andava letto, una firma che poteva essere evitata, questo alla base dall’assemblea indetta dagli addetti alle pulizie dell’Università degli studi di Salerno, tenutasi ieri nell’aula 4 di Giurisprudenza contro l’appalto firmato con la Gioma Facility Management srl “Soluzioni” è la parola pronunciata più volte durante l’incontro, decisioni da prendere in poco tempo per ridurre il più possibile i danni ai lavoratori. Lo scenario è quello venutosi a creare dopo la firma del contratto alla fine del mese di luglio: meno ore, meno soldi ma lo stesso lavoro da fare. Durante l’incontro una lavoratrice ha dimostrato, portando le ricevute dell’accredito dello stipendio, come in soli 3 mesi questo sia diminuito di 440 euro, arrivando a soli 350, il tutto ovviamente con 14247996_10207415473480378_398097749_olo stesso numero di metri quadrati da pulire.

Non sono solo gli stipendi a finire sotto i riflettori dell’incontro, ma anche la Fondazione Unisa, colpevole per alcuni di non aver correttamente valutato le offerte. A sostenere l’ipotesi di una fondazione poco attenta è stato indicato larticolo 86 del Codice dei contratti pubblici che dispone: “È obbligo dell’ente aggiudicatore (in questo caso la Fondazione Unisa) valutare che il valore economico offerto sia adeguato e sufficiente rispetto al costo del lavoro, come determinato periodicamente nelle apposite tabelle, predisposte dal Ministero del lavoro sulla base dei valori economici previsti dalla contrattazione collettiva e dalle norme in materia previdenziale delle diverse aree territoriali. Fra le diverse soluzioni proposte per  ovviare alla presunta negligenza della Fondazione, c’è stata anche quella di far rientrare l’appalto delle pulizie sotto il diretto controllo del Rettore, estromettendo di fatto l’ente, che in ogni caso 14247969_10207415473600381_1558994284_ovedrà a breve decadere il  contratto che lo lega all’ateneo, in scadenza il 31 dicembreAttualmente le strutture sono pulite anche e soprattutto perché i corsi non sono ancora iniziati e la minor affluenza nell’ateneo permette il mantenimento di alti standard di pulizia, ma cosa succederà da ottobre in poi?

Intanto interrogativi hanno investito anche la Gioma Facility Management, sospettata di essere una società creata ad hoc per vincere l’appalto. Agostino Arguto, segretario del sindacato della Confsal, ha ricordato come la società meneghina, nella presentazione delle carte per il bando, non abbia presentato il fatturato minimo, in quanto appoggiatasi su altra impresa. Altro elemento a sfavore della Srl – come affermato nuovamente dal segretario della Confsal–  è il fatto che  in prefettura abbia aumentato le ore a 130mila, rispetto a  quelle originariamente indicate, comportando una scorrettezza nei confronti delle altre partecipanti, che si stanno rivolgendo alla magistratura.

Tra gli interventi da sottolineare quello del professor Gennaro Avallone,  che ha invitato alla coesione tra lavoratori, docenti e ragazzi, riportando l’esempio di come proprio la mancanza di unione sia stato il motivo della mancata firma da parte di molti docenti della lettera inviata da Link Fisciano al Consiglio d’Amministrazione per avviare una discussione sulla Fondazione. Le soluzioni indicate alla fine dell’assemblea sono diverse, sembra però evitato al momento lo sciopero immediato. Proseguire la concertazione sui tavoli tecnici preparandosi alla mobilitazione, questa la più probabile nel breve termine. Nell’incontro di ieri erano presenti diversi rappresentati politici e sindacali, tuttavia da notare è stata la mancanza sia di rappresentanti della Fondazione che della Gioma Facility Management. Si potrà mai raggiungere un accordo senza tutte le parti in gioco?

Tommaso Mauro