Siamo in tanti!

21 novembre 2017 di

Cosa succederebbe se un giorno tutti gli esclusi della città si mettessero in cammino? Lavoratori sfruttati, disoccupati, migranti sotto attacco razzista, studenti senza diritti, famiglie o singoli che hanno ogni giorno a che fare con povertà dilagante. Siamo la maggioranza ma sembriamo essere invisibili! L’ossessione per la sicurezza, la chiusura di spazi democratici, i tagli di enti locali, il ricatto del debito e delle privatizzazioni sono le uniche risposte che ci arrivano da chi ci governa. Non è di questo che abbiamo bisogno, ma di lavoro, di politiche sociali, servizi pubblici come sanità, trasporti, istruzione, assistenza ai disabili. Siamo in tanti, vogliamo decidere, non accetteremo di lasciarci morire, non cederemo alla rassegnazione, possiamo cambiare le cose!

Queste sono le parole pronunciate dalla voce fuori campo nel video spot per la “Marcia degli Esclusi”, una iniziativa organizzata dall’ex Opg “Je So Pazzo”, gli attivisti della campagna per il diritto ad un’abitazione “Magnammece ‘o Pesone”, gli attivisti di “Insurgencia” e la “Rete di solidarietà popolare” con lo scopo di protestare, richiamando l’attenzione delle sfere più alte della società, per chiedere loro nient’altro che diritti, quei diritti che ogni essere umano avrebbe il “diritto” di avere. Ebbene sì, una folla di persone si è gettata per le strade di Napoli lo scorso 17 Novembre, alle 9 del mattino, per far sentire la propria voce. Riunitisi in Piazza Garibaldi i protestanti hanno marciato sino alla Prefettura, passando per la galleria commerciale e percorrendo corso Umberto I, dove alcune delegazioni avevano il compito di incontrare il prefetto per consegnargli le proprie richieste. A sfilare nel corteo sono stati gli esclusi dalla società: gli svantaggiati, i più deboli, coloro che si sentono invisibili agli occhi di una società egoista. Hanno marciato per ottenere i propri diritti, per l’uguaglianza, l’assistenza e le tutele. Nella folla infatti erano presenti il collettivo autorganizzato universitario, schierato contro l’idea di Matteo Renzi per un’alternanza scuola-lavoro, l’associazione di volontariato carcerario “Liberi di Volare” di Don Franco Esposito (cappellano del carcere di Poggioreale) quale esempio di solidarietà nei confronti dei detenuti e delle loro famiglie, il “Dema” ossia il movimento politico creato dal sindaco De Magistris, i ragazzi dei centri sociali, le delegazioni di extracomunitari ed ex-detenuti chiedendo accoglienza i primi e il reinserimento nella società i secondi. Di tutta la manifestazione i momenti che forse rimarranno maggiormente impressi nella memoria saranno l’apertura del corteo con uno striscione in onore di Bobb Alagie, migrante ferito a Gricignano dal gestore del centro d’accoglienza in cui risiedeva, che recitava “L’accoglienza in mano a speculatori ed assassini” e l’entrata dei lavoratori della Napoli Sotterranea travestiti da fantasmi, rendendo così esplicito il loro disappunto riguardo gli sfruttamenti subiti e il disinteresse di chi dovrebbe evitare tutto ciò, in prossimità dell’università Federico II.

Questi sono stati i momenti esemplari e che meglio hanno spiegato il vero senso della “Marcia degli Esclusi”. Seppur con richieste differenti, ciò che accomunava le persone presenti alla marcia era il bisogno di far sentire la propria voce per far sì che qualcosa si muovesse, che tutti prendessero atto di ciò che accade oggigiorno in questa società e iniziare a cambiare le cose. L’evento ha quindi unito varie realtà, molto diverse tra loro ma accomunate dall’interesse comune di ottenere i propri diritti. Napoli è stata la prima città a sentire l’esigenza di far qualcosa, di attivarsi ma la speranza di chi era presente è che la “lotta” raggiunga livello nazionale per cambiare insieme questa società.

Annalucia Contangelo

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