Stop Omofobia

18 maggio 2016 di

Si è svolta, Martedì 17 Maggio, l’iniziativa  giunta alla II Edizione, denominata: “Stop Omofobia”. In occasione della Giornata internazionale contro l’omofobia,  le Associazioni “Pro Loco Sarno“, “Centro culturale Arianna“, “Nasi rossi Clown-Therapy” e “Mediavox“, con il Patrocinio morale del Comune di Sarno, hanno organizzato a Sarno (SA), presso il Palazzo comunale in Piazza IV Novembre, alle ore 19:00, un dibattito durante il quale è stato presentato il libro “Il tempo caldo delle mosche”, a cura del Dott. Vincenzo Restivo. Ha presentato l’evento il Presidente del Consiglio Comunale Avv.  Maria Rosaria Aliberti. Moderatrice e conduttrice del dibattito è stata l’Avv. Viridiana Myriam Salerno, Giornalista e Direttrice di MediaVox Magazine.

Subito dopo i saluti istituzionali si è entrati nel vivo del tema attraverso delle testimonianze. Il Prof. Vincenzo Salerno e il Presidente della Pro Loco di Sarno M.llo Dott. Aniello Annunziata hanno raccontato di come in presenza di una grande uomo l’omosessualità della persona sia secondaria e di come la partecipazione ad un evento come questo, possa cambiare la prospettiva sulle unioni civili. Anche se ci sono tante difficoltà ad accettare l’adozione da parte di coppie omosessuali. Giovanni Boccia si è maggiormente soffermato sull’impegno artistico di quanti, oltre lui, hanno partecipato all’evento con le loro opere: Imma Maddaloni, Gaetano Zito, Antonio Lanzetta, Lorenzo Basile, Vanessa Pignalosa, Letizia Pizzarelli, Antonio Santucci, Lorena Esposito e Antonella Notturno. Opere che verranno donate alle scuole del territorio per ribadire l’importanza di portare queste problematiche sociali agli studenti e per sottolineare il valore dell’arte nella trasmissione dei messaggi di rispetto e tolleranza.

13250548_10209832464992864_1521043158_nL’intervista allo scrittore del libro “Il tempo caldo delle mosche” ha mostrato come le parole possano ben rappresentare il problema. La scelta stessa del titolo colpisce per la sua peculiarità. Per l’autore gli insetti sono il simbolo di ciò che ci incuriosisce ma che ci spaventa perché misterioso. La  trama narra delle vicende di un ragazzo omosessuale che abita in un villaggio di campagna. Il ragazzo si trova ad affrontare un padre padrone e violento, la sua comunità evangelista e il desiderio di essere qualcun altro. Altri temi trattati nel libro sono la violenza sessuale e la pedofilia, perché Restivo  vuole distinguere quella che va condannata come una grave problematica, la violenza,  e l’omosessualità che è invece una realtà da accettare. Vincenzo Restivo è anche linguista e sottolinea come non apprezzi molto l’uso del termine “integrazione”. Questo perché nel significato insito del termine vi è l’integrare qualcosa in un contesto già affermato. Preferisce la parola “inclusione” che invece non appiattisce il soggetto incluso nel contesto affermato ma ne preserva la personalità.

La tematica ha permesso a Restivo di riuscire dove molti aspiranti scrittori falliscono. Questo perché, nonostante le riluttanze nel parlarne, si legge molto sull’argomento tanto che hanno aperto a Padova e a Milano delle librerie LGTB che hanno richiesto il suo libro. Secondo lui non bisogna demordere perché “la letteratura può farci valere portando ai posteri il nostro messaggio”.  L’atto del descriversi nel protagonista lo ha portato a crescere.  Una volta che ha finito di scrivere ha sentito di aver superato una fase importante della sua vita.

L’accurata analisi del fenomeno dell’omofobia dal punto di vista sociale, con la Dottoressa e sociologa Francesca Colombo e in chiave psicologica con la psicologa Raffaella Marciano ha fatto emergere importanti aspetti della nostra società e di come siano collegati al fenomeno dell’omofobia. Bisogna anzitutto ricordare che l’omosessualità è sempre esistita ma la sua condanna è nata con l’avvento del cristianesimo. Se ne deve parlare di più soprattutto nelle scuole dove il termine “gay” viene ancora visto come un insulto infamante che crea danni ai giovani. Purtroppo è difficile parlare d’omosessualità a causa della paura del diverso.  Questo perché il diverso, non rientrando negli schemi rigidi di regole dell’individuo, non riesce a trovare il proprio spazio. L’omosessualità va “normalizzata”, bisogna lavorare sul rispetto delle diversità perché ciò che è diverso arricchisce. L’aggressività è aumentata,  specialmente nei ragazzi, perché sono lasciati soli e dietro gli schermi non riescono ad esprimere davvero le loro emozioni.  Bisogna cercare di sensibilizzare e informare, perché a danneggiare molto è l’ignoranza. Si tende ad essere vittime degli stereotipi  e si tende a dimenticare che la chiave di tutto è l’Amore, non solo l’attrazione per l’altro sesso.

Ad essere ancor più terribile è l’omofobia interiorizzata. Ovvero l’omosessuale che non accetta se stesso e condanna altri omosessuali sviluppando una rabbia immensa e distruttiva. L’intervento finale dello scrittore Vincenzo Restivo ha sottolineato ancora l’importanza delle parole e di come quelle parole che sembrano innocue, come “speciale”,  nascondano un intento discriminatorio. Il suo libro fa riflettere proprio su questa pragmatica e spera che sia per il lettore non solo un pezzo di carta, ma, soprattutto, un compagno di vita.

Letizia Pizzarelli