Tasse UniSa: Le novità per l’anno accademico 2017/18

24 luglio 2017 di

L’estate è giunta al culmine e noi di Asinu abbiamo deciso di rallegrare le vostre giornate soleggiate trattando un argomento estremamente fresco e rilassante: le tasse universitarie.

Abbiamo già parlato del tema in un articolo precedente, esprimendo preoccupazione per il nuovo piano tasse che si delineava all’orizzonte perché, di fronte all’introduzione della no tax area, erano stati proposti degli aumenti per tutti gli studenti e un ulteriore aumento per i fuori corso. Ma cos’è la no tax area?

Per definirla dobbiamo esaminare la legge 232/2016 “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019”. Quest’ultima prevede innanzitutto che, dal prossimo anno, gli studenti con un reddito inferiore a 13.000 euro e che risultino in possesso dei requisiti di merito, non pagheranno le tasse; in secondo luogo, per gli studenti con Isee compreso tra i 13.000 e i 30.000 euro e che siano in linea con i requisiti di merito, le tasse non potranno eccedere il 7% della quota Isee oltre i 13.000 euro: ad esempio con un Isee di 20.000 euro la retta non potrà andare oltre i 490 euro (il 7% di 7.000 euro). Infine, per quelli che dispongono di un reddito familiare inferiore ai 30.000 euro e raggiungono il numero minimo di crediti annui, ma risultino fuori corso, i contributi da pagare non possono essere più alti di quelli calcolati negli altri casi e aumentati del 50% (con un minimo di 200 euro).

Riguardo ai requisiti di merito, il comma 255 della legge 232/2016 stabilisce che sono esonerati dal pagamento del contributo onnicomprensivo annuale gli studenti che:

· sono iscritti all’università di appartenenza da un numero di anni accademici inferiore o uguale alla durata normale del corso di studio, aumentata di uno;

· nel caso di iscrizione al secondo anno accademico abbiano conseguito, entro la data del 10 agosto del primo anno, almeno 10 crediti formativi universitari; nel caso di iscrizione ad anni accademici successivi al secondo abbiano conseguito, nei dodici mesi antecedenti la data del 10 agosto precedente la relativa iscrizione, almeno 25 crediti formativi.

Tali requisiti di merito devono ricorrere congiuntamente ai parametri ISEE prima indicati.

E’ necessario specificare che l’ISEE deve essere normalmente richiesto entro il 15 ottobre per potersi collocare nella fascia di tasse corrispondente al proprio reddito, ma per ottenere i benefici della no tax area occorre richiederlo entro il 31 agosto.

Per quanto riguarda l’Unisa in particolare, il totale degli studenti completamente o quasi esonerati dalle tasse sarà di circa 12.000 unità, oltre il 35% della popolazione studentesca. In questo modo la situazione si prospettava critica per i fuoricorso, da sempre baluardo di salvezza delle entrate Unisa.

Per rispondere alla perdita di entrate, si erano immaginati una serie di interventi a discapito degli studenti che non dispongono dei requisiti disposti dalla legge 232/2016 e in particolare per i fuoricorso. Per fortuna , invece, la prima proposta di piano tasse ha subito delle modifiche: è previsto, infatti, solo un aumento, dichiarato modesto, delle tasse per gli studenti non in possesso dei requisiti previsti per legge. Per questi ultimi infatti l’Ateneo garantisce un limitato incremento dei contributi, in una misura che va da 55 euro per la prima fascia fino a 155 euro per l’ultima fascia, senza prevedere nessun ulteriore aumento per i fuori corso.

Maria De Paola

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