Unisa: approvata la cattedra di Storia delle organizzazioni criminali

5 febbraio 2017 di

Il 1° Febbraio, all’Università degli Studi di Salerno, si è riunito il Consiglio di Dipartimento di Scienze Politiche, Sociali e della Comunicazione che, tra i diversi punti all’ordine del giorno, ha discusso anche in merito alla costituzione della cattedra ‘Storia delle organizzazioni criminali’, approvando la proposta in via definitiva e con il plauso dei docenti.

I giorni e i momenti immediatamente successivi alla conclusione del Consiglio sono stati segnati da una generale incomprensione sull’esito della richiesta. Il 2 febbraio è, infatti, stata diffusa la notizia, tramite un articolo sul quotidiano La Città di Salerno, di un ridimensionamento dell’iniziativa che invece di trovare svolgimento attraverso l’istituzione di una cattedra, si sarebbe articolata in un ciclo di seminari. La notizia è poi stata smentita dapprima dal Professore Alfonso Conte e in un secondo momento dal docente Marcello Ravveduto. Onde evitare di diffondere notizie non precise, abbiamo ritenuto perciò doveroso attendere che la rappresentanza si accertasse sulle decisioni che in sede di consiglio sono state prese.

proposta cattedra

Richiesta protocollata di istituzione della cattedra ‘Storia delle organizzazioni criminali’

La proposta era stata protocollata il 30 Gennaio da Strike Lab, Collettivo Onda e Link Comunicazione, appoggiati e sostenuti da Link Fisciano. Le associazioni attraverso una lettera aperta indirizzata al Direttore del Dipartimento, Annibale Elia, e in seguito ad un confronto con i professori Marcello Ravveduto e Alfonso Conte, rispettivamente docenti di Public and Digital History e Storia del Mezzogiorno, hanno formalmente richiesto l’istituzione di tale insegnamento come esame a scelta di uno dei tre corsi di laurea che afferiscono al dipartimento.

Sara Santoriello, rappresentante in seno al Consiglio didattico di Scienze Politiche, ci ha spiegato come tale proposta sia il prodotto di un impegno protrattosi nel tempo da parte delle associazioni sopra menzionate che negli anni precedenti hanno provato a sensibilizzare il corpo studentesco attraverso iniziative di vario genere. Tra queste vi è l’organizzazione di un Cineforum che associ l’impegno civile ad una delle materie studiate in aula e l’evento promosso dal Consiglio degli Studenti che ha previsto la lettura, avvenuta il 21 Marzo scorso in Piazza del Sapere, dei nomi delle vittime della mafia sulla scia delle altre letture che in tutta Italia si tengono durante la Giornata della Memoria e dell’Impegno che ogni anno Libera promuove.

La cattedra, approvata all’unanimità, verrà ufficialmente istituita a partire dal prossimo anno accademico e sarà selezionabile da tutti gli studenti iscritti ai tre corsi di laurea. Per quest’anno, invece, è prevista l’organizzazione di un ciclo di seminari che potrebbe ricevere, come ha accennato Sara, il sostegno e la collaborazione del Presidio di Libera Unisa, che a breve dovrebbe costituirsi. “Sono contenta che un’iniziativa del genere abbia trovato largo seguito tra i docenti del nostro Dipartimento. Si tratta di un mattoncino, con un grande valore alle spalle. Ora lavoreremo per far approvare l’insegnamento in uno dei tre corsi di laurea, per darvi, così, attuazione pratica”, ha infine dichiarato la rappresentante.

Perché istituire una cattedra che insegni la storia delle diverse organizzazioni criminali? Non abbiamo rivolto questa domanda a nessuno dei firmatari perché riteniamo che, in realtà, per dei giovani studenti universitari, la risposta – dovrebbe – essere piuttosto intuitiva. Studiare la storia delle organizzazioni criminali che in Italia sono nate e cresciute non significa descrivere in maniera asettica le stragi, le morti, le condanne e gli eventi che susseguendosi hanno segnato il nostro paese, ma, piuttosto, estrapolare dagli studi sulle stesse i motivi che hanno generato e alimentato tali fenomeni, che sebbene siano tutti ricollegabili al genus principale delle organizzazioni criminali, hanno attecchito in ambienti differenti sviluppando mezzi e metodologie non sempre uguali. Studiarne la storia significa studiarne il tessuto sociale. La lotta alla mafia, nella sua accezione generale, infatti, non può svilupparsi e incentrarsi soltanto attraverso l’emanazione di leggi. È necessario un intervento anche nei confronti della società stessa. Capire cosa, nello specifico, e a livello sociale, ha generato la nascita della Camorra, della Mafia Siciliana, della Banda della Magliana, della Sacra Corona Unita e della ‘Ndrangheta, può aiutare a prevenire il formarsi di nuove e l’accrescimento di altre organizzazioni di questo tipo. Oltre, ovviamente, a sensibilizzare maggiormente gli studenti e, parallelamente, ad alimentare il sentimento verso la legalità.

Antonella Tanya Maiorino