UNISA e Residenze SOS= Seppellite Ogni Speranza

1 febbraio 2016 di

Residenze_UNISAOgni anno le cose sembrano sempre più degenerate rispetto all’anno precedente, o forse è proprio così e bisogna prenderne atto con realismo.
È come se l’orologio si fosse rotto un po’ ovunque, anche qui all’Università degli Studi di Salerno: ritardi su ritardi , anche riguardo a cose molto importanti come l’assegnazione delle borse di studio, che per molti studenti universitari equivale ad acquisire un alloggio e una certezza fissa per la frequenza dell’anno accademico (per saperne di più, leggi anche Studenti incastrati tra borsa di studio e tasse).
Quest’anno non solo il bando per le borse di studio è uscito considerevolmente in ritardo rispetto ai soliti tempi, ma la sua scadenza è stata prorogata per vari motivi e ciò ha creato indubbiamente un caos di studenti nel panico, perché senza una certezza e prossimi all’inizio dei corsi, problema risolto in maniera nemmeno troppo efficiente con gli alloggi temporanei, residenze concesse a pagamento per il tempo di circa una settimana prima dell’uscita delle graduatorie provvisorie.

L’ultimo fatto emerso, che si somma a quelli citati in questo breve excursus iniziale, è degno di nota: l’ADISU, nell’ultimo bando per l’assegnazione delle borse di studio, chiede che gli studenti del primo anno maturino ben 20 CFU entro marzo se non vogliono pagare cinque mesi di affitto, 260 euro al mese, 1300 euro complessivi.
Ora la soluzione sembrerebbe semplice, magari basta solo studiare e dare tre o quattro esami in due mesi e si raggiunge pure quell’obiettivo, ma come sempre quando tutto sembra troppo semplice c’è sicuramente sotto un trucco o qualcosa che non va: non tutti gli studenti del primo anno riescono a maturare i crediti richiesti. Ci si chiederà: ma com’è possibile? Lo è perché, per come sono strutturati i corsi, ci sono studenti che possono dare solo uno o due esami nella sessione invernale e non raggiungono questo requisito.

Un caso eclatante si riscontra nel corso di studi in Lingue e Culture Straniere: gli studenti iscritti al primo anno devono sostenere in tutto sette esami, dei quali sono obbligatori tre (informatica, geografia e linguistica generale), solo uno di questi è al primo semestre, e si maturano 9 CFU sostenendolo; dei restanti quattro esami, due sono relativi alle lingue scelte e, essendo annuali, vanno sostenuti nella seconda sessione, mentre gli altri due sono relativi alle corrispondenti letterature. Ad eccezione di geografia e informatica, esami che valgono 6 CFU ciascuno, ogni altro esame ne vale 9 e dunque per raggiungere i 20 CFU bisognerebbe sostenere entrambi gli esami di letteratura al primo semestre, tuttavia questo non è sempre possibile dal momento che fra le cinque lingue che si possono scegliere (inglese, francese, spagnolo, tedesco, russo), ben due (francese e spagnolo) prevedono l’insegnamento della relativa letteratura nel secondo semestre.

A voler chiedere spiegazioni riguardo alla questione, la motivazione per questa clausola nel bando è da attribuire al fatto che molti studenti danno pochi esami oppure lasciano del tutto l’università e la condizione del raggiungimento dei 20 CFU e del pagamento in caso contrario è, per l’azienda che si occupa della gestione delle residenze, una sorta di garanzia. È comprensibile volersi tutelare da possibili “usurpazioni”, ma questa regola generale viene in contrasto con casi particolari che potrebbero essere considerati come errori strutturali dei corsi, con conseguenti disagi e questioni di vario tipo.

Insomma, i problemi continuano a spuntare come funghi. E se sperate che le cose ridiventino improvvisamente eccellenti, organizzatissime e puntuali nonostante ritardi, malfunzionamenti e anche inchieste e scandali, l’unica risposta possibile è: SOS, Seppellite Ogni Speranza, con tanto di eco dantesco.

Serena Belletto

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