Unisa, torna il Corso autogestito di Filosofia abilitante e riconosciuto dal MIUR

17 novembre 2014 di

Dopo le prime fortunate edizioni, da lunedì 17 novembre all’Università di Salerno è tornato il “Corso autogestito di discussione filosofica 2014-2015”, uno degli eventi-cardine del panorama culturale italiano e il punto d’incontro per eccellenza di tutte le correnti filosofiche del Dipartimento Europeo di Filosofia del terzo piano. L’evento, divenuto ormai un’istituzione, ha visto la sua giornata d’esordio questo lunedì alle 14:30 in Dipartimento, al Laboratorio di linguaggio e teoria dell’immagine, a cui seguiranno una serie di appuntamenti settimanali che proseguiranno a oltranza, fino all’esaurimento di fondi e risorse umane. A inaugurare l’iniziativa è stato il dott. Antonio Sordillo che ha presentato “Conversazione di un filosofo cristiano e di un filosofo cinese sull’esistenza e sulla natura di Dio”, l’opera di Nicolas Malebranche, successivamente analizzata e discussa con la partecipazione di tutti i presenti fino a dar vita ad un’autentica opinione critica condivisa, che da sempre è il principale scopo di tutte le edizioni del Corso. Ricordiamo che l’evento, finanziato dalla SITCO (Società Italiana per il Tramonto della Civiltà Occidentale) con il sostegno del Ministero dell’Istruzione, da diritto a 4 CFU, costituisce valida alternativa al tirocinio, ed è abilitante per l’insegnamento.

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Ma forse, dopo le altisonanti presentazioni, è meglio spendere qualche parola sul senso del progetto. Che è quello, annunciato e ripetuto tante volte, di portare la filosofia fuori dalle aule e di aprire uno spazio di riflessione comunitaria su testi, argomenti e autori tra i più grandi della storia della filosofia, con particolare riguardo per quelli che meno spesso ricorrono nei programmi dei corsi e che rischiano quindi di restare ignorati. Il tutto ben lontani dalla logica corso-esame, che troppo spesso prevede l’acquisizione del maggior numero di conoscenze nel minor tempo possibile, al solo scopo di ottenere il maggior risultato possibile nel minor numero di appelli possibile (risultato garantito, quest’ultimo, ogni anno con grande efficienza); una logica dettata da troppe condizioni, in cui a volte è inevitabile cadere. La filosofia ha bisogno dei suoi spazi e dei suoi tempi, che non sempre vengono garantiti dall’Alto; e dove la Provvidenza non arriva, non resta che lasciar fare al nostro umano desiderio di conoscenza, di ricerca, di confronto, creando da noi le occasioni buone per fare ciò che dovremmo imparare a fare, e che ministeri e uffici sembrano volerci impedire con ammirevole ostinazione: filosofare. Riflessione pura, arricchita dallo scambio con l’altro, estranea al produrre ma propedeutica all’agire. E in più, senza l’ansia di un esame finale.

Sull’abilitazione all’insegnamento, qualche rigo più su, purtroppo per tutti si scherzava. Per l’insegnamento serve ben altro: ci chiedono di essere multitasking, di imparare a fare più cose insieme, di avere confidenza con tecnologia e informatica (neanche fossimo negli anni 80), di essere all’altezza degli standard europei. Ma se dovessero chiederci anche qualcosa di filosofia, allora forse questi appuntamenti settimanali non andranno sprecati.

 

Albio Scuotilancia

 

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