Aumento tasse? per chi?

25 luglio 2015 di

In questi ultimi giorni sono stati convocati due consigli degli studenti straordinari per prendere una serie di decisioni che cambieranno la vita universitaria di una fetta di studenti e studentesse.

aumento tasse fuoricorso

Si tratta ancora di una proposta del CdA (Click per ingrandire)

Sono numerose le voci che circolano in merito a quello che si è proposto all’interno del consiglio e deciso in consiglio d’amministrazione. Quest’articolo ha lo scopo di comprendere e far comprendere ciò che muta in merito alla questione tasse analizzando l’iter che ha condotto alla decisione tanto criticata da molti e che aumenta le tasse per una fascia di studenti. È bene però partire dall’ inizio facendo una breve escalation dei fatti.

Lunedì 20 Luglio il consiglio degli studenti si riunisce per la prima volta in seduta straordinaria a causa dell’inatteso arrivo di una proposta da parte della commissione tasse del Consiglio di Amministrazione. Gli studenti presenti all’interno di tale organo rigettano all’unanimità la decisione della commissione che portava ad un aumento delle tasse del 12,5% per gli studenti iscritti al doppio della durata naturale del corso di laurea e del 25% per gli studenti iscritti oltre il doppio della durata naturale del corso.

Nel frattempo le varie coalizioni presenti alla discussione e rappresentate all’ interno del sopra citato organo cominciano a studiare, nonostante la forte pressione del Rettore e i pochi giorni a disposizione per una buona elaborazione, delle idee alternative a quelle del Rettore e della commissione.

Dopo due giorni il consiglio si riunisce nuovamente. In data 22 Luglio, dopo un’ampia discussione, il consiglio dà parere favorevole in larga maggioranza avallando una mozione diversa da quella iniziale della commissione.

Il grosso del cambiamento della proposta del consiglio riguarda la riduzione dell’aumento delle tasse avanzato dalla Commissione per i fuoricorso iscritti al doppio degli anni della durata naturale del corso dal 12,5% al 10% e per gli studenti iscritti oltre il doppio della durata naturale del corso dal 25% al 15%.

Dopo la proposta del consiglio degli studenti numerose sono le voci che si sono rincorse in rete e tra i corridoi. C’è chi parla di tradimento del mandato in quanto si è andati a svantaggiare una fetta di studenti, c’è chi invece difende le proprie scelte all’interno del consiglio affermando con forza i punti “approvati” (in effetti però il consiglio degli studenti non è un organo decisionale, ma consultivo). C’è chi difende la propria posizione affermando di essersi astenuto, c’è chi addirittura parla di abbandono del consiglio, c’è chi invece non parla e non fa sapere agli studenti cosa stia avvenendo.

I pareri sono molti e si sovrappongono, ma le domande restano.

Perché questa scelta viene fatta in piena estate quando l’università è ormai spopolata? Perché questa è una prassi ormai consolidata da parte degli organi istituzionali? Perché nella discussione non sono stati chiamati in ballo gli studenti a cui ora non resta che accontentarsi di un guadagno rispettivamente del 2,5% e 10 % invece di arrabbiarsi per un aumento delle tasse del 10% e 15% ? Perché essere fuori corso è un male per un universitario? Perché non vengono presi in considerazione gli studenti costretti anche a lavorare per pagarsi gli studi, la burocrazia universitaria che rallenta il percorso di studi, la cattiva gestione della didattica e del quadro appelli con tagli degli appelli in alcune facoltà? Perché ogni volta che si parla di fondi e risorse da utilizzare per garantire il diritto allo studio e mettere in atto dei progetti si parla di aumento della tassazione e si svantaggiano dei soggetti?

Ma soprattutto: perché ogni volta sembra che tutti abbiano ragione e a rimetterci sono sempre e solo gli studenti?