Bar centrale: all’Unisa uno spazio di lotte senza censura

25 maggio 2017 di

C’è un luogo dell’Università di Salerno che è diventato davvero importante, sempre più rilevante, negli ultimi due anni: l’area del cosiddetto Bar centrale, l’unico bar rimasto attivo nella stecca che va dall’ex Facoltà di scienze dell’educazione all’ex Facoltà di Giurisprudenza.
È un luogo che si sviluppa dal piano terra al secondo piano e dà parola a quanti vogliono evidenziare cosa sta accadendo di rilevante dentro e fuori dall’Università, attraverso striscioni e cartelloni autoprodotti, che, in maniera sintetica, ragionata e appassionata, raccontano pezzi di realtà, conflitti, ingiustizie.

È la bacheca prodotta dal basso dell’Università di Salerno: una sorta di agenda delle questioni significative per una parte dell’ateneo, anche se non rientrano nelle classifiche della valutazione. È la bacheca che dal mese di Luglio 2016 sta aggiornando sulla lotta in corso sulle condizioni di lavoro del personale delle pulizie. È la bacheca che ricorda ai tanti passanti le mobilitazioni dei migranti in Italia e la repressione che subiscono, come nel Settembre 2016 con l’uccisione dell’operaio Abd Elsalam Ahmed Eldanf davanti ad un picchetto a Piacenza. E che associa la notizia sul numero programmato evitato a Sociologia con uno striscione posto a fianco a quello che denuncia l’attacco in corso ai migranti in Italia, dai decreti Minniti alla repressione delle lavoratrici e dei lavoratori ambulanti in tante città. È la stessa bacheca che ha aggiornato più volte sulla grave situazione in Turchia e la lotta curda o che ha continuato a chiedere verità ai governi egiziano ed italiano sulla morte del ricercatore Giulio Regeni.

Una bacheca di tutte le persone impegnate, conflittualmente, a chiedere un’università ed un mondo più giusti: non perché visionari, ma perché consapevoli che è possibile, giusto e necessario.
Una bacheca che, per tutti questi motivi, non può accettare censure.

Gennaro Avallone

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