BROOKLYN: alla ricerca di un posto chiamato casa

21 febbraio 2016 di

Eilis è una ragazza irlandese, e nel suo cassetto c’è solo un sogno: trovare il suo posto nel mondo. In fuga da una sorella troppo apprensiva, Eilis decide di seguire il flusso migratorio degli anni ’50, salpando sulla prima nave diretta verso gli Stati Uniti. Destinazione Brooklyn, New York.

Il suo viaggio, sia fisico che spirituale, la porterà a comprendere che il mondo offre tante opportunità, ma sta a noi scegliere quella che meglio si addice al percorso che vogliamo seguire. “Brooklyn”, tratto dall’omonimo romanzo di Colm Tóibín e diretto da John Crowley, pur essendo un film ambientato nella seconda metà del secolo scorso, risulta terribilmente attuale. Saoirse Ronan interpreta la deliziosa protagonista irlandese, una ragazzina che parte con un bagaglio apparentemente leggero e insignificante, pronto ad accogliere le opportunità future, ma in realtà colmo di rimorsi e timori. Eilis è la dimostrazione di come la paura a volte tarpi le ali e conduca ad accontentarsi anziché inseguire ciò che interessa davvero.
Brooklyn è la terra dei nuovi inizi, del lavoro e del sudore, ma per Eilis diverrà anche la terra dell’amore, poiché per laBrooklyn prima volta scoprirà quanto sia forte il potere di questo sentimento, capace di aiutarla a maturare la consapevolezza necessaria a riportarla sulla strada di casa.

Il personaggio di Saoirse Ronan rappresenta la società giovanile degli ultimi tempi: piena di sogni, ma troppo spaventata per inseguirli, abituata ad accontentarsi e ad accantonarli. Quando Eilis è costretta a tornare a casa per sostenere la propria famiglia, non ha alcun dubbio al mondo: è sicura del suo amore, crede nel suo amore e le sue intenzioni sono ammirevoli. È con l’arrivo delle tentazioni che quell’amore viene messo a dura prova. Eilis arriva alla terra di confine, sfiora l’altro lato con la punta delle scarpe ed è pronta a muovere anche l’altra gamba, quando la verità finalmente la raggiunge: casa è quella che ti accoglie senza pregiudizi; casa è quella porta chiusa a fine giornata che ti fa tirare un sospiro di sollievo; casa è quel mondo costruito mattone dopo mattone che, nonostante le difficoltà, diventa tutto ciò di cui hai bisogno.

Casa è ciò per cui sei disposta a lottare. Eilis lo capisce appena in tempo e con un cuore colmo di gioia e uno sguardo limpido, torna all’unico posto che potrebbe mai chiamare casa, con una valigia stavolta davvero leggera, perché finalmente svuotata delle insicurezze del passato.

 

Cristina Migliaccio