Carol, un sentimento “sbagliato”

19 febbraio 2016 di

Film candidato agli Oscar 2016 per: miglior attrice a Cate Blanchett, miglior attrice non protagonista a Rooney Mara, miglior colonna sonora, miglior fotografia, miglior sceneggiatura non originale e migliori costumi; “Carol”, capolavoro di Todd Haynes, non presenta sbavature.

In una fredda New York degli anni cinquanta, due giovani donne si trovano coinvolte in un sentimento all’apparenza “sbagliato”. Una è Carol, interpretata dall’elegantissima Cate Blanchett, una donna ricca e sofisticata che vuole divorziare dal marito ed è costretta a lottare per la custodia della dolce figlia di soli quattro anni; l’altra è Therese, interpretata da una semplicissima Rooney Mara, una giovane e misteriosa ragazza ancora acerba che lavora nei grandi magazzini e che sogna di diventare una fotografa professionista. Luogo del primo incontro tra le due è il grande magazzino dove lavora Therese. Da quel momento i loro destini si intrecciano, e lo si capisce già dai primi scambi di sguardi e di parole. Si incontreranno spesso da quel momento in poi, fino a lasciare l’una il marito e la figlia e l’altra il lavoro e il fidanzato per affrontare un lungo viaggio verso ovest. Il senso di questo viaggio è un fuggire altrove, in un luogo-altro che possa permette loro di amarsi senza limiti, senza alcun pregiudizio o condanna per cattiva condotta morale. In questo viaggio si accende la passione tra le due, capiscono di essere innamorate e che non possono fare a meno l’una dell’altra. Questo sentimento, però, è un segreto che non può essere detto. Negli anni cinquanta l’omosessualità era considerata come un disturbo da curare tramite terapie psichiatriche ed è per questo che Carol è costretta a sottoporsi a cure mediche e a rinunciare alla custodia della figlia. Si evince quindi un’ America razzista e contraria a tutto ciò che è considerato “diverso”.
Molto forti i primi piani riempiti unicamente dagli sguardi delle due donne, attraverso i quali percepiamo la loro natura, quella matura e triste di Carol e quella fragile e confusa di Therese: non riescono a decifrare e riconoscere in un primo momento i loro sentimenti, ma con il passare del tempo diventano sempre più reali e pericolosi.
Il film ha una struttura narrativa ciclica, inizia dalla scena finale per poi raccontare l’intera storia tramite flashback.
Tema troppe volte affrontato, quello di un amore omosessuale, in questo film sembra fare non solo un passo avanti, ma cento. Non c’è nulla di scandaloso, nulla di a-morale, è uno sguardo profondo al mondo tutto interiore delle donne, un mondo intimo e delicato che oscilla tra momenti di felicità e momenti di tristezza e rinunce.

                                                                                                                                                  Mika Monaco