De Amore – Sull’amore

6 dicembre 2016 di

X: Confusione. Troppa, troppa confusione.

Y: Oh no, non di nuovo…

X: Troppe voci, troppi rumori, troppe risposte futili, troppi gesti meccanici, troppe frasi insensate, troppi sentimenti vuoti…

Y: Ci manca solo un bel colpo di frusta e abbiamo un nuovo perfetto flagellante, pronto a riportare in auge la sua battaglia, tanto la cantilena è già pronta e funzionante.

X: Non riesco a concentrarmi…

Y: Lo sai che, in quanto creazione della tua stessa mente, provo esattamente ciò che stai provando te, vero?

X: La cosa in questo momento non mi tange.

Y: Zuccone egocentrico.

X: Esatto. L’egocentrismo è la chiave di tutto.

Y: Allora…ripetiamo le cose come stanno come i bravi bimbi delle elementari, perché sennò te fai il saggio misterico timidino e qua non ci muoviamo.

X: Che intendi?

Y: Se sei qui, vuol dire che qualcosa ti ha turbato, portato alla nausea, forse addirittura ferito e, come ogni volta, l’unica cosa che riesci a fare è rinchiuderti come un piagnucolone con me. Te l’ho detto anche l’altra volta.

X: Ma se sai esattamente ciò che provo, perché allora disturbi sempre in questo modo?

Y: A tratti dubito seriamente che tu possa aver avuto la lungimiranza e il colpo di genio necessari per crearmi.

X: Noto come la sua altezzosità non sia scomparsa. Rispondi e basta, per carità.

Y: So esattamente cosa stai pensando, è vero. Io sono qui per riuscire a fartelo elaborare, poiché ogni tuo sforzo intellettivo nasce da un profondo disgusto che devo assolutamente mitigare.

X: E allora che stiamo aspettando?

Y: Mi sarei aspettato una battuta da cinepanettone, ma meglio così. Forza, cosa ti turba tanto dell’amore?

X: Le persone non sanno cosa sia. Si comportano seguendo un modello ideale inventato da dei pubblicitari per vendere intimo femminile. Ogni loro atteggiamento non segue ciò che sentono davvero dentro, ma semplicemente delle fumose regole che quel modello implica. Ogni loro gesto è falso, vuoto, meccanico.

Y: Potremmo davvero trovarci d’accordo per una volta.

X: Tutto ciò mi deprime.

Y: Sarebbe stato strano il contrario. Ma allora che cos’è l’amore?

X: L’amore è un puro e denso concentrato di egocentrismo.

Y:…….scusa, cosa?

X: Hai sentito bene.

Y: Stiamo discutendo della stessa cosa, vero? L’amore non è quel quid, quel qualcosa che ti proietta interamente verso una e una sola persona che ricambia questa proiezione? Non è anteporre i suoi bisogni e sentimenti davanti ai tuoi? Senza ovviamente rinunciare alla propria dignità e volontà, mi pare ovvio.

X: No, questo è solo il risultato di altre operazioni.

Y: Ma l’egocentrismo da dove esce fuori?

X: L’amore altro non è che l’affermazione più entusiastica e poderosa del proprio ego. Non c’è nulla di male in tutto ciò. Quando amiamo, riferiamo tutto a noi stessi. Vogliamo essere noi la causa della sua risata più bella, vogliamo essere noi la causa della suo sguardo più sincero e intenso, vogliamo essere noi la causa della sua felicità più intima. Il caro sé rispunta sempre, direbbe qualcuno.

Y: No, non può essere. Questa visione implica che non ci sia una vera e propria relazione o un contatto tra le due persone…

X:…o forse c’è.

Y: E immagino concluderai che sia anche la più genuina di tutte.

X: Lo sai che è così. Per questo amare è difficile, anzi è difficile ammettere che si ami davvero.

Y: Un giorno scopriremo se sei un genio o un folle.

X: Risposta banale del secolo?

Y: Ma si, in chiusura è perfetto.

X: Entrambi.

Luciano Ben Moscariello

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