Diritto allo studio: un altro colpo

17 novembre 2012 di

Pochi giorni fa nelle maggiori città d’Europa la gente è scesa in piazza per protestare contro le politiche d’austerity imposte dai governi; molti studenti si sono riversati nelle piazze per far sentire la propria voce, per difendere un diritto allo studio a cui manca solo il colpo di grazia e sarà perso per sempre.

Ci sono stati scontri tra la folla e le forze dell’ordine, feriti da entrambe le parti e nello stesso momento Simonetta Rubinato, deputata del PD, elaborava un emendamento da inserire nella legge di stabilità che permettesse agli enti locali di elargire fondi alle scuole private per un totale di 223 milioni di euro, in deroga alle regole del patto di stabilità, in quanto la somma troverà copertura nel Fondo per la compensazione degli effetti finanziari.

Il governo non si è opposto. La Commissione bilancio della Camera ha approvato la legge e la Rubinato entusiasta della vittoria ha dichiarato che “è una battaglia vinta a favore delle famiglie e in particolare della rete delle scuole paritarie che fa risparmiare allo Stato ogni anno, solo in Veneto, 500 milioni di euro.

In nome del risparmio verranno usati soldi pubblici, per aiutare famiglie che potendosi permettere di mandare i propri figli in una struttura privata non saranno certo operai, contadini, disoccupati, precari, esodati e simili.

Intanto gli studenti in piazza urlano, contestano, chiedono fondi per scuole e università pubbliche, chiedono equità, ma queste cadono nel vuoto, lo Stato risponde con la forza, non solo con i manganelli, ma con continui tagli e leggi, come queste, che violano il diritto allo studio rendendolo sempre più un privilegio di pochi.

Il governo, infatti ha previsto una diminuzione dei permessi dei distacchi sindacali per i docenti e la diminuzione dei fondi per la formazione, tagli che uniti a quelli degli anni precedenti hanno posto tutto il mondo della scuola pubblica sul piede di guerra.

Gli studenti non si lasceranno certo abbattere dalle “orecchie da mercante” delle istituzioni, l’importante è farsi sentire e restare uniti per difendere i diritti di tutti, perché il futuro è solo loro.

Antonio Nudo