Il “sound cattivo” dei Malaoria

1 aprile 2017 di

In una Campania che scotta di delusioni, i Malaoria sono invece una scarica di energia positiva. Formazione originaria dell’Irpinia, -Antonio Pagliuca (Voice), Niko Fucci (Guitar), Nicola Natella(Guitar), Domenico Vizzone (Bass), Giuseppe Polcaro (Drums)-, in pochi anni di attività vanta già collaborazioni con emittenti radiofoniche locali, due album e un primo premio al contest BHB MUSIC FESTIVAL 2.0. Il 17 febbraio presentano il nuovo CD “indelebile” al Meet Eventi di Atripalda nell’ambito dell’evento sostenuto dalla Jamm Room Communit.

“Indelebile” è il titolo giusto per questo lavoro. Imperiture, incancellabili sono infatti le parole usate nei testi dei brani, di quelle scritte da piccoli sul braccio che non togli neanche sfregandole forte con l’alcool. E la musica è decisamente rock, ma non priva delle influenze melodiche italiane. I nuovi inediti dei Malaoria sono rappresentativi di un periodo storico oscuro, di un’inquietudine giovanile, di un’identità che ha voglia di non essere più quella che è. “Vorrei tanto riscrivere il mio nome con un altro colore”, suona il loro singolo “Lacrime e Cenere”, accompagnato da un videoclip dall’atmosfera glaciale. E ancora “Indelebile”, il brano che da il nome al disco, solitaria e perturbata, quel male di vivere che sembra non andare più via: “Posso far finta di star bene. Posso far finta di godere”.  È con questi brani di vita vissuta che conquistano il pubblico, aggiudicandosi numerosi consensi.

Ma cose bolle in pentola per la band? Una serie di partecipazioni a serate che coprono diverse zone campane, dall’avellinese al salernitano. Per seguirli basta curiosare nella loro pagina facebook. Il gruppo musicale, per descriversi usa l’espressione: “sound cattivo”. Ma in fondo cosa vuol dire Malaoria se non “brutta aria”? Alla fine siamo tutti trasportati da questo vento tenebroso.

Maria Vittoria Santoro

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