La Corte Costituzionale si pronuncia sull’Italicum

26 gennaio 2017 di

La tanto attesa sentenza sulla presunta illegittimità costituzionale riguardo l’Italicum (legge elettorale 6 maggio 2015, n.52) è stata finalmente emessa dalla Corte Costituzionale nella giornata di ieri. Il verdetto è chiaro: l’Italicum è parzialmente incostituzionale.

La legge elettorale tacciata di incostituzionalità disciplina l’elezione della sola Camera dei Deputati a decorrere dal primo luglio 2016, in sostituzione della precedente legge elettorale del 2005, modificata dalla Consulta in seguito al giudizio di illegittimità costituzionale espresso nel mese di dicembre 2013 e attualmente vigente limitatamente all’elezione del Senato della Repubblica.
Nell’attuale formulazione dell’Italicum al vaglio della Corte viene bocciato il ballottaggio tra le due liste che ottengono più voti, ma resta in piedi il premio di maggioranza per la forza politica che ottiene il 40% al primo turno. Alla lista verranno quindi assegnati 340 seggi su 617, ma occorre escludere dal calcolo il seggio della Valle d’Aosta e i 12 deputati eletti all’estero, raggiungendo così un totale del 55% dei seggi.

Sotto la lente dei giudici anche le pluricandidature. È stata infatti dichiarata incostituzionale la parte che consentiva al capolista eletto in più collegi di scegliere a sua discrezione per quale optare. Circostanza che avrebbe generato l’opportunità di decidere a priori a quale dei primi non eletti destinare ugualmente un seggio. Resta, invece, la possibilità di candidarsi in più collegi elettorali con successivo sorteggio per la definizione del collegio definitivo.
Inoltre, per fugare eventuali dubbi ed evitare vuoti normativi, la Corte, tramite un comunicato, ha specificato che ‘all’esito della sentenza la legge elettorale è suscettibile di immediata applicazione’. Ciò comporta l’astratta eventualità di potersi recare subito alle urne, ma per le motivazioni complete della sentenza occorre attendere presumibilmente fino alla metà del mese di febbraio.

Non si sono fatte attendere le voci del mondo politico e istituzionale. Tra le prime personalità ad optare per il ‘voto subito’, quella del leader del Movimento 5 Stelle, Grillo. Sul suo blog infatti scrive che ‘non ci sono piu scuse’ per rimandare la chiamata alle urne. Anche Salvini rilancia su Twitter l’ hashtag #Votosubito, seguito dal capogruppo Pd alla Camera, Ettore Rosato, il quale afferma che ‘il Pd non ha paura delle elezioni’. Più cauto invece il partito di Forza Italia, che pone l’accento su un altro aspetto del sistema elettorale.
Permane, infatti, il ‘dislivello’ del sistema elettorale tra le due Camere, che persino il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha chiesto di rendere omogeneo. Tuttavia quest’ultima sembra essere una questione squisitamente politica di cui probabilmente non si tarderà a sentir parlare.
                                                                                                                                                     

Maria De Paola