Lotte per la dignità: sciopero all’Unisa per gli addetti alle pulizie

7 dicembre 2016 di

5 dicembre, un giorno particolare, di delusione o di rivincita, di vittoria o di sconfitta. Ma per gli addetti alle pulizie dell’Università di Salerno è stato solo una giornata in più di protesta, di sconfitte sociali, di paura per il futuro. “Ditemi come si vive con 300 euro, perché non so far quadrare i conti”, recita un cartello. Lo mantiene una signora, si copre il volto, forse ha paura o forse semplicemente sa che la sua faccia lì non conta nulla. Il suo viso è uguale a quello delle sue compagne di lavoro, mostrarlo non ha senso, stessa espressione, stessa stanchezza. E c’è una bambina un po’ spaurita, non sa ancora che sta costruendo un tassello della sua storia: la sua mamma dà battaglia, urla, scalpita, applaude.

È lo spirito di queste donne, stanche di un disagio che sembra peggiorare sempre di più. La loro situazione infatti non è cambiata: obbligate a firmare dalla Fondazione Unisa (ente privato) e dalla Gioma Facility Management S.R.L (società vincitrice della gara d’appalto) un contratto vergognoso, con orari di lavoro estenuanti e metà della paga prevista (da 8 a 5,70 euro lordi), vivono una condizione di stress e sovraccarico. Ma perché le lavoratrici hanno accettato? “O questo, o tutti a casa” è stata la risposta. Dopo un periodo di remissiva accettazione, hanno deciso di reagire, di parlare con il vertice della piramide universitaria: il rettore. Aurelio Tommasetti sembra stare completamente dalla parte dei lavoratori, disposto ad una mediazione per cercare di non ledere ulteriormente la dignità dei suoi assunti. La fondazione ovviamente rinnega e incontra i sindacati mercoledì 7 dicembre alle 12:30 per un confronto.

La classe docente si schiera in toto dalla parte dei lavoratori e si dichiara pronta sensibilizzare colleghi e studenti a sostenere lo sciopero che si terrà in Ateneo il 12 dicembre 2016. Sentiremo il disagio anche nei nove giorni successivi (a partire dal 13), poiché nessuna di loro coprirà turni di lavoro liberi e ore buche facendo straordinari. Se un bagno avrà bisogno di più tempo per essere pulito, rimarrà così com’è. “Dateci quello che ci spetta e noi lo faremo” è il loro motto. Perché lo sporco, anche se lo nascondi, non va ma via del tutto. Rimane sempre una traccia. Se il rettore e i docenti hanno risposto ad una richiesta di consenso, manca all’appello la parte essenziale dell’UNISA e di qualsiasi altro ateneo: gli studenti. La redazione di Asinu è dalla loro parte. Voi?

Per saperne di più, vi rimandiamo all’articolo che abbiamo scritto sulla prima assemblea svoltasi riguardo l’argomento e alle opinioni di una delle donne delle pulizie.

Maria Vittoria Santoro