L’ultima parola, la vera storia di Dalton Trumbo

24 febbraio 2016 di

“L’ultima parola, la vera storia di Dalton Trumbo”, film biografico/drammatico diretto da Jay Roach, sembra lasciare tutti senza fiato, e non solo i comunisti.

Il regista riesce a raccontare in modo toccante e reale la storia di questo importante sceneggiatore costretto a lottare contro la mentalità chiusa degli americani per difendere la libertà di pensiero. Ad interpretare il ruolo di Trumbo è lo strepitoso Bryan Cranston.  L’attore di Breaking Bad, infatti, ha dimostrato di essere all’altezza del compito e non ha deluso le aspettative del pubblico. L’attore è giustamente candidato agli oscar 2016.
Chi non ha mai visto “Vacanze Romane”, “La grande corrida”, “Spartacus”? E se ci venisse detto che, sotto falso nome, questi capolavori da oscar sono stati scritti dallo stesso Trumbo?
Dalton TrumboMa chi era Dalton Trumbo in realtà e perché era costretto a scrivere sotto falso nome le sue sceneggiature?
Trumbo era un importante sceneggiatore che fino agli anni quaranta in America godeva di un grande successo, ma da quel momento in poi la sua carriera subì un arresto: con il maccartismo, venne accusato di essere una spia comunista insieme ad altri professionisti, che vennero perciò soprannominati “i dieci di Hollywood” ed aggiunti alla lista nera. Il comunismo in quegli anni era visto come il nemico principale della democrazia statunitense, si doveva quindi trovare una soluzione, bisognava allontanare queste persone “pericolose”e “traditrici”, soprattutto dal medium più potente di tutti, ovvero il cinema.

Avere un’ideologia diversa e andare contro ciò che pensa la massa non è mai visto di buon occhio, ed è proprio per difendere i suoi ideali che Dalton Trumbo venne spedito in carcere, e per la stessa ragione perse la casa e il lavoro. Pur essendo solo contro quasi tutta l’America, ciò non gli impedì di continuare a scrivere sotto falso nome e creare addirittura capolavori da Oscar.

Film dalla tematica interessante, in cui la crudeltà dell’America del tempo viene fuori senza troppi scrupoli. Tutto è reso più immediato grazie ai dialoghi dati dai botta e risposta e al chiaro e continuo passaggio di tempo che impedisce però il crescendo della drammaticità, frammentando quindi la storia. L’esperienza devastante di Trumbo riemerge attraverso piccoli momenti ben precisi: il film si sofferma principalmente su Dalton Trumbo come marito e uomo di famiglia, la vocazione politica e anche lavorativa è evidente solo in parte. Lo spettatore impara ad amare il protagonista, sta dalla sua parte, viene inserito nella sua vita sia pubblica che privata, è coinvolto, lo vede invecchiare e spera insieme a lui e alla sua famiglia nel suo successo. Lo si vede fallire, cercare una soluzione, battere continuamente sulla macchina da scrivere all’interno della sua vasca, esultare davanti alla tv con la famiglia dopo aver vinto un Oscar. Una cosa è certa: non perderà mai la sua dignità come uomo e resterà d’esempio per moltissime persone, basti pensare al fatto che a distanza di molti anni si continua a parlare di quest’ uomo che ha avuto il coraggio di non abbattersi e di continuare a svolgere il suo lavoro nonostante la “caccia alle streghe comuniste” e a dimostrare che la lista nera fosse soltanto una presa in giro. Otterrà infine i premi che gli spettavano di diritto, dopo aver passato tanti anni a nascondersi. Le cose, finalmente, stavano cambiando.

                                                                                                                                       Mika Monaco