Nintendo Switch

17 gennaio 2017 di

Dopo il breve video di presentazione rilasciato ad Ottobre, Nintendo ha tenuto lo scorso 13 Gennaio una conferenza focalizzata interamente sulla sua nuova console ammiraglia, la Switch. Peculiarità di questa nuova macchina è la fusione tra il gaming portatile e casalingo: la console, infatti, è composta da un tablet e da un supporto con lo scopo di reindirizzare il segnale video verso la televisione. I controller, aspetto su cui la conferenza si è concentrata particolarmente, sono formati da due apparecchi piuttosto minuti attaccabili ai lati del tablet, chiamati Joy-Con, ognuno dei quali ospita un set completo di pulsanti funzionali. Dunque ogni Joy-Con, dotato oltretutto di sensori di movimento, può venire usato come un singolo gamepad, favorendo in questo modo un ritorno in grande stile della semplicità del multiplayer locale, un fenomeno quasi scomparso in questa generazione videoludica. Ampio respiro è stato ovviamente concesso anche al lato software della console, con video dimostrativi di giochi già noti come “The Legend Of Zelda: Breath Of The Wild” o  “Super Mario Odissey”, di nuove IP come “Arms”, un picchiaduro in cui vengono sfruttati i succitati sensori di movimento, e il party game “1-2 Switch” , ed infine di alcuni lavori sviluppati da terze parti, ad esempio “The Elder Scrolls V: Skyrim” o i giochi sportivi annunciati da EA.

Le considerazioni da fare sono molte e non di poco conto, a partire dalla natura ibrida della console, che può dare sia a Nintendo sia agli sviluppatori molte frecce al classico ipotetico arco, come ad esempio portare su Switch alcuni grandi brand del settore portatile (penso ad un “Pokemon”, ma anche ad un “Fire Emblem” o un “Ace Attorney”) o creare nuove soluzioni di game design. Da questo punto di vista, come spesso accade quando si parla della grande N, l’idea alla base della console è fresca quanto basta ed offre un’alternativa di una certa rilevanza ad un mercato ormai piuttosto standardizzato. Bisogna però essere oggettivi nell’affermare che Switch, a meno di successi clamorosi dovuti all’imprevedibilità del mercato, si introdurrà il prossimo 3 Marzo in un contesto già ampiamente fidelizzato e non potrà mai scalfire il predominio di Sony (meglio tralasciare le auto-distruttive politiche recenti di Microsoft).  Le incognite sono ovunque, a partire dalla comodità ed efficienza dei Joy-Con alla durata della batteria, dalle prestazioni dei giochi sullo schermo del tablet alla quantità di memoria davvero bassa. La situazione non migliora, anzi, raggiunge vette piuttosto grottesche quando si pensa alla line-up di lancio, con la penuria di 5 giochi, di cui solo uno (il già citato “Zelda”) di richiamo. Se si aggiunge che l’effettivo supporto delle terze parti risulta ancora una volta piuttosto risibile, fate voi…

A mio parere, risulta palese che per l’ennesima volta Nintendo non si sia curata minimamente dell’andamento del mercato intorno a sé, proseguendo sulla propria strada, con la propria identità. Su Switch non arriverà, presumibilmente, nessuno dei grandi giochi multipiattaforma annunciati per il 2017, non ci sarà mai un “Mass Effect: Andromeda” o un “Red Dead Redemption 2”. Sinceramente? Va bene così. Nintendo Switch si è dimostrata essere esattamente ciò che si pensava: una nuova console coraggiosa, diversa, basata su un’idea vincente, che da molti verrà snobbata perché ritenuta quasi inaccettabile, ma che a conti fatti rappresenta l’unica alternativa in un mercato che fatica a reinventarsi. La Switch, come la sfortunata Wii U, sarà l’unico luogo in cui si proverà a sperimentare qualcosa di nuovo,  a rinnovare generi che da fin troppo tempo non sanno come andare avanti. Volete provare qualcosa di veramente diverso? Allora compratela al day-one. Non sarà mai la console che dominerà il mercato, anzi evita di mettersi in diretta concorrenza con le “rivali”, non sarà mai la console che soddisferà tutti i palati, non sarà mai la console più facile da fruire, sarà sempre una console da affiancamento che vivrà al 100% della Nintendo Difference.

Luciano Ben Moscariello

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