Numero chiuso, studenti in protesta a Lancusi

9 marzo 2014 di

La facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Salerno è nuovamente scenario di mobilitazione da parte di centinaia di studenti e studentesse. Questa volta non abbiamo chiesto ai manifestanti se appartenessero al triennio clinico o pre-clinico. Infatti, ciò che ha subito colpito è che un ingente numero di studenti fosse proveniente dalle scuole superiori. Studenti e studentesse di universitari e liceali sono stati chiamati all’appello in tutta Italia dalla Rete della Conoscenza, appello a cui ha risposto anche la comunità studentesca salernitana. Venerdì 7 marzo 2014, alle ore 9.30, dal piazzale antistante la stazione ferroviaria di Salerno sono partiti due pullman di studenti provenienti da più istituti superiori del capoluogo: Istituto Santa Catarina, Liceo Severi, Istituto Genovesi, Liceo Da Procida, Liceo Artistico. Arrivati nel campus di Lancusi, dove è situato il plesso di Medicina, si sono riversati nel piazzale antistante l’entrata dell’edificio universitario.


Armati di megafono e delle proprie convinzioni, gli studenti si sono avvicendati con interventi pubblici durante i quali hanno esposto le ragioni della mobilitazione: il numero chiuso e l’anticipazione nel mese di aprile dei test di accesso alla facoltà di medicina. Alle ore 11.30 le centinaia di manifestanti irrompono nell’atrio principale dell’università inneggiando all’occupazione e incorando “Scuola libera”! Non si fa attendere la reazione degli addetti ai lavori nel campus. Nell’arco di pochi minuti si fa largo tra la folla il la professoressa Mariagiovanna Riitano, docente ordinario del Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale dell’Unisa.

La dottoressa invita una delegazione di una decina di manifestanti a presentarsi nell’aula dei docenti, nella quale si stava tenendo una conferenza sull’orientamento universitario in occasione dell’evento Unisa Orienta. Nell’aula sono presenti numerosi docenti delle scuole superiori, la conferenza è presieduta dalla stessa dottoressa Riitano e dal dott. Adalgiso Amendola, professore ordinario presso il Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche dell’Unisa.

Invitare una delegazione di manifestanti a prendere parte alla conferenza di Unisa Orienta è sembrato inizialmente un gesto di distensione e orientamento al dialogo, ma non ci vuole parecchio perché l’incontro sfoci in un acceso dibattito. Matteo Zagaria, studente universitario della Rete della Conoscenza, insieme ad altri suoi colleghi della delegazione prova ad esporre nuovamente i motivi della manifestazione che si sta tenendo in tutti gli atenei di Italia, invitando i docenti lì presenti a riflettere “sulla natura del numero chiuso e su cosa possa significare precludere l’accesso ai massimi livelli della pubblica istruzione in un Paese che voglia definirsi civilmente e democraticamente avanzato”.


Durante i loro interventi gli studenti vengono ripetutamente interrotti dalla dott.ssa Riitano, delegato all’orientamento dell’Università di Salerno.
Questa li invita ripetutamente a non dilungarsi troppo negli interventi per consentire la continuazione dello svolgimento di Unisa Orienta. Molti studenti non finiscono di parlare e tornano a sedersi tra il pubblico. Prova a tirare il punto della situazione lo studente universitario Francesco Curcio, presidente dell’associazione studentesca Link Fisciano, ma stavolta ad interromperlo è il professore Amendola che riduce la discussione al fatto che il numero chiuso “riguardi solo le facoltà di Medicina e di Architettura che coinvolgono un’elite ristretta di tutta la classe studentesca italiana”.

Uno studente delle superiori fa presente che le iscrizioni sono poche se una facoltà si mostra impossibile già al suo accesso e che dovrebbe esserci una selezione naturale sulla base del diritto costituzionale in base al quale “tutti hanno diritto ad accedere all’istruzione”. Ma il richiamo alla costituzione sembra non piacere affatto alla professoressa Riitano che urlando con veemenza esprime il suo dissenso. “Se i ragazzi sono ignoranti non hanno diritto a stare nell’Università”, sostiene la delegata all’orientamento dell’Università degli studi di Salerno.

La strana piega presa dal dibattito lascia non poche perplessità al riguardo. Soprattutto sembra evidente un vuoto tra il punto di vista di persone accademiche della classe docente, tendenti ad una apparente visione di un’università standardizzata fatta di numeri e di risultati aziendali prestabiliti annualmente (le lauree) e quella degli della Rete della Conoscenza che sembrano prendere più ad una università pubblica intesa come luogo come tutti possano avere occasione di “provare a formarsi” più che doversi uniformare.

 

To be continued

Marco Giordano

Per approfondire:

Il post di Rete della Conoscenza

Evento Salerno