Officina Reporter

1 ottobre 2016 di

Qualche giorno fa, il 24 settembre, Salerno ha accolto Romano Cagnoli con un pubblico di sole quindici persone nonostante le numerose informazioni che era possibile trovare su giornali e su internet.
Il fotoreporter, che ha appoggiato in Siria l’esercito curdo e che è fortemente acclamato all’estero per la sua intensa carriera, si trova dalle nostre parti grazie a un’iniziativa più grande a cui forse, vista la poca presenza riscontrata, non si è prestata la giusta attenzione.

L’evento Officina Reporter – con sede al Complesso Monumentale di Santa Sofia – è un’esperienza no profit, patrocinata dall’Università degli studi di Salerno, dall’accademia delle Belle Arti di Napoli, dalla regione Campania e dai comuni di Salerno e di Napoli.

alex-mayoliGuardare con leggerezza perché ogni fotografo aderente al progetto cerca di educare i propri spettatori a vedere l’invisibile presente in varie città; questo è il titolo della prima edizione dell’evento che mira a diventare un appuntamento annuale aprendo, ogni anno, alla candidatura di nuovi fotografi.
Dal 21 settembre fino all’8 ottobre è infatti in esposizione – nella sopracitata sede – una mostra che coinvolge quarantatré giovani fotografi che hanno lavorato seguiti da importanti specialisti del mestiere e dodici fotografi internazionali tra i quali alcuni vincitori del World Press Photo che saranno in varie date ospiti del progetto per parlare di fotografia e informazione, e in particolare delle proprie esperienze.

L’8 ottobre sarà possibile incontrare alle ore 18 Mauro Pagnano, che narra di quella parte di Caivano ormai tristemente chiamata “La terra dei fuochi“, e alle ore 19 Francesco Citro, i cui lavori altalenano tra dure verità quali la guerra e la mafia; ma la mostra è aperta dal martedì fino al sabato dalle 17 alle 21 e la domenica dalle 11 alle 13.