Nuove tendenze e shopping intelligente con lo Swap Party

28 ottobre 2012 di

Domenica 21 Ottobre, presso l’ex tabacchificio Centola di Pontecagnano Faiano, è avvenuto lo ”Swap Party”, organizzato dallo Chic Zone di Salernotravel.

La realtà italiana sta cambiando, per far fronte alla crisi ecologica ed economica: let’s swap! Dal verbo inglese ”to swap”: cambiare, barattare, sostituire, fare uno scambio. La più antica forma di commercio creata dall’uomo, nessun intermediario e nessuna spesa ma una filosofia di vita che tramite il riutilizzo degli oggetti può diminuire anche la produzione dei rifiuti e dell’inquinamento.

Il significato di questa iniziativa è quello, infatti, di rimettere in circolo oggetti che altrimenti andrebbero buttati, diffondendo un concetto di riutilizzo. Tutto ciò contribuisce a creare meno rifiuti solidi urbani. È un sistema innovativo per fare shopping, che aiuta il risparmio e l’ambiente. La moda, così, diventa ecosostenibile.

Durante lo Swap Party di Chic Zone sono state intervistate Manuela Orsucci e Stefania Noferini, rispettivamente amministratrice e stilista del marchio Moodìa. Non solo moda la loro, ma anche ecosostenibilità. Il logo Moodìa, color verde salvia, evidenzia il loro orientamento eco-friendly, mentre la doppia ”o” simboleggia la sinergia di due elementi, oltre al simbolo dell’inifinito. I tessuti adoperati per le loro creazioni provengono tutti dai telai di Prato, garanzia del Made in Italy e dunque ancora una volta la moda vuole sottolineare l’importanza dei tessuti italiani.

Alla base della loro linea di abbigliamento vi è l’idea portante di ”multitasking”: i capi si indossano e si reindossano. Si girano, diventano duble-face, per accontentare una donna dalla mattina alla sera che intende risparmiare. Hanno iniziato la loro attività in un momento di grande crisi economica e sociale. Loro rispondono: ”La situazione è scoraggiante, è vero. Noi cerchiamo però di creare un rapporto di fiducia con le nostre clienti. L’impostazione del nostro lavoro si basa anche sul cercare personalmente la clientela e di non deluderla”.

Dopo lo ”swap”, la sfilata delle nuove collezioni di tre designers e stilisti: Moodìa, Bragia e Morfosis, intervallate da performance della Union Tango di Salerno. La giuria ha decretato il migliore: Santo Costanzo per Bragia. Il nome del marchio nasce dalla parola ”Brace”, intesa come sfumatura del colore rosso e come metafora di un fuoco che arde di ricerca creativa. Una ricerca che ha spinto i due stilisti, Santo Costanzo e Alessandra Torella, a sperimentare la tecnica tye and dye, creando nodi sul tessuto che vengono legati e tinti insieme. Santo non svela il segreto, naturalmente, ma aggiunge: ”La donna che veste Bragia deve essere fluida in tutte le sue linee”.

Lietta Naddeo