Seconda stella a sinistra e dritti fino al Kurdistan

19 marzo 2017 di

In un’Italia che rifiuta le trasformazioni e le evoluzioni, un’America che disintegra con parole corrosive quei diritti conquistati con fatica, e un’Europa che blocca i flussi migratori con il filo spinato, non c’è altra alternativa: guardare verso l’Africa, respirare il desiderio di una vita migliore, farsi trasportare dal vento e volgere lo sguardo alla propria sinistra. In uno spazio ideale del medio-oriente, un popolo sta costruendo un nuova storia, fatta di diritti, uguaglianza, libertà e lotta. Con le sue utopie e le sue battaglie, il Rojava sta cambiando un’epoca difficile, una società annichilita da una politica che rifiuta qualunque tipo di alterità.

Ecco perché lunedì 20 marzo alle ore 15:00 in aula 11 di lettere, verrà istituita un’Assemblea fondativa della Rete Solidale per il Kurdistan. Dal 2016 infatti, grazie agli eventi organizzati da Link Fisciano e Collettivo Onda, molti studenti dell’Unisa si sono avvicinati all’esperienza del Rojava non solo per un’affinità politica, ma soprattutto per un “sentire” comune, un’emozione collettiva verso una realtà che sta contribuendo alla salvaguardia di valori cari al mondo intero. L’organizzazione societaria curda ha in sé una laicità e una spinta libertaria fuori dal comune. Ma perché scegliere l’Università degli Studi di Salerno come punto di incontro per la provincia?  Questo Ateneo è un “luogo\non luogo, un campus completamente slegato dai tessuti urbani, situato in un luogo a metà tra la città di Salerno e quella di Avellino, facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici e quindi crocevia per buona parte della regione, utile, nel contingente per dare un profilo più generale all’iniziativa”.

L’Assemblea fondativa della rete solidale per il Kurdistan è in realtà un punto d’arrivo per la vicinanza alla questione curda all’interno del campus: con l’iniziativa “Electroswing for Kobane”, utile alla raccolta di fondi destinati alla UIKI e la presenza di Zerocalcare per la presentazione della sua utopia a fumetti Kobane Calling, la vicinanza al Rojava era stata già ampiamente espressa nel contesto universitario. La stessa terribile vicenda dell’espulsione in Turchia del Sindaco di Santomenna (SA), Massimiliano Voza, staffetta medica in Kurdistan, attivista accusato di “terrorismo”, ci fa comprendere quanto questa tematica sia vicina anche alla nostra comunità.

Ulteriori informazioni sono nell’evento Facebook promosso da Link. Alcuni versi di Baba Tahir, X secolo, recitano: “Sono l’aquila che vive sulle vette, dall’alto osservo i pascoli. Senza famiglia, senza casa e terra, come sudario avrò le mie ali soltanto”. Con la speranza che tutte le idee possano diventare ideali.

Maria Vittoria Santoro