Sguardo seriale: The Wrong Mans

9 novembre 2016 di

Nel panorama odierno, sono poche le serie che tentano di proporre qualcosa di nuovo e non l’ormai solita limatura di impianti già ben collaudati, portando nel migliore dei casi prodotti sicuramente eccelsi, ma molto di rado capaci di far esclamare una generica espressione di genuina sorpresa. Le comedy sono, probabilmente, la punta di diamante di questa tendenza all’autoconservazione, eppure scavando un po’ qualche piccola perla la si riesce sempre a trovare, in modo particolare nel panorama british. A mio parere, nell’olimpo di queste underdog si colloca di prepotenza “The Wrong Mans”, brevissima creatura di due stagioni creata e scritta dal duo James Corden – Matthew Baynton, dall’impostazione piuttosto curiosa.

In breve, Sam Pinkett, un consulente per l’inquinamento acustico del consiglio della contea di Berkshire, in una giornata come le altre, mentre si dirige al lavoro, prima assiste ad un incidente stradale e poi, dopo l’intervento dell’ambulanza, sente per caso squillare un telefono sul ciglio della strada. Lo raccoglie e una voce gli dice “Mettiamo le cose in chiaro: se non sarai qui entro le 5, uccideremo tua moglie”. Da questo momento in poi il povero Sam e il suo alquanto disadattato compagno di sventure Phil si troveranno coinvolti in una intricatissima rete di rapimenti, spionaggio e corruzione.

Sono in particolare 2 gli aspetti che giustificano l’aggettivo “curiosa” usato in precedenza: in primis, l’uso sfrenato e squisitamente parodico dei plot twist, consumando ogni stereotipo noto degli spy movies e mostrando, in particolare nelle fasi finali delle due stagioni, una follia che rimescola a ripetizione le carte in tavola; ma soprattutto (spero mi perdonerete l’antitesi) il fatto che questa follia sia controllata.

La sensazione straniante che si ritrova alla fine della visione, oltre ad avere difficoltà nel riassumere il quadro completo e preciso di ciò che sia successo (un effetto cercato e centrato in pieno), è paradossalmente quella di non sentirsi al sicuro da questi avvenimenti. Per un breve periodo di tempo avrete addirittura timore di quella nefasta suoneria che ha dato inizio al tutto, perché avrete il costante presentimento che possa accadervi lo stesso. Assurdo, vero? Tolta la pesante forzatura iniziale, tutte le vicende scorrono in maniera così lucida, fluida e coerente da risultare persino credibili. Provare per credere.

Luciano Ben Moscariello

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