Skins, senza alcun contegno e perbenismo

4 marzo 2016 di

Skins, telefilm inglese del 2007, è uno dei teen drama più visti ancora oggi a distanza di molti anni. Questo meritato successo è da attribuire al fatto di essere un racconto di giovani scritto da giovani, con la supervisione di Bryan Elsley.
E’ un teen drama diverso dai soliti, non ha nulla a che vedere con i tipici protagonisti ricchi e viziati alle prese con problemi futili quali la scelta di un fidanzato o di un vestito e che vanno in giro per le spiagge di Los Angeles. Questa è tutta un’altra storia, siamo nei bassi fondi di Bristol e la gente è povera, svogliata e piena di problemi.
Le “skins” sono le cartine degli spinelli e sono sempre presenti tra le mani dei protagonisti, aiutano loro a fuggire in un’altra dimensione perché la realtà è dura da digerire.
Senza alcun contegno e perbenismo, Skins rappresenta un nuovo genere in cui non vi è spazio per vite tranquille. Vengono affrontati con
serenità temi forti considerati tabù come quelli dell’alcolismo e della droga e i comportamenti scorretti dei ragazzi. Ma c’è da chiedersi: cosa spinge questi adolescenti a comportarsi così? La risposta è semplice, essi hanno a che fare con genitori e insegnanti incapaci di comportarsi da guida e da validi punti di riferimento, e la società in cui si trovano non permette loro certezze. Crescono di assenze, insicurezze, senza speranza, incapaci di amare e di essere liberi. Anoressia, depressione, dipendenza da droghe, insoddisfazione angosciante: sono questi i temi tanto “scandalosi” che solo Skins in modo netto e reale riesce a trattare, coinvolgendo ed emozionando il pubblico.

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Molto crudo e reale, il telefilm si suddivide in tre diverse generazioni. Ad accomunare questi diversi gruppi di ragazzi è la loro forza, il loro lottare continuo per uscire da situazioni orribili. I personaggi continueranno a cambiare di generazione in generazione urtando la sensibilità del pubblico a loro affezionato, anche se con la loro personalità riusciranno a conquistare facilmente il cuore dei fans anche perché le problematiche saranno sempre le stesse.
Lo spettatore si emoziona, si trova coinvolto nelle storie e situazioni dei protagonisti, nei loro drammi, soffre perché loro soffrono, sorride perché si rialzano…. ne percepisce tutte le emozioni e le paranoie. Si impara ad amare o ad odiare questi personaggi e l’ambiente cupo e misterioso in cui essi si muovono finché non li si vedrà maturare, prendere decisioni importanti e dare una svolta alle loro vite. Ogni personaggio ha una sua personalità ben definita, psicologicamente complessa, non troviamo quindi gli stereotipi della ragazza bella e popolare, dell’atleta e dello sfigato di turno. Assolutamente no. Sono tutti personaggi giovanissimi, stanchi, spaventati, arrabbiati e sempre alle prese con una vita che fa paura, ma sono anche dotati di una forza sovrumana, costretti a crescere troppo in fretta e a confrontarsi con la cattiveria della gente e la crudeltà della vita. A ciascuno di loro è dedicata una puntata fino a giungere alla fine. Portavoce di un nuovo modo di raccontare l’adolescenza, Skins si conclude con tre mini film i quali ci daranno uno sguardo rapido ma attento su alcuni amati personaggi della prima e seconda generazione ormai diventati adulti. I personaggi della terza generazione non vengono presi in considerazione, probabilmente perché per i fans è stata la più deludente.

                                                                                                                                             Mika Monaco