Super Mario 3D World

5 gennaio 2017 di

C’è un aspetto particolare che mantiene costante l’amore immenso di una buona percentuale di videogiocatori per i classici Nintendo: la semplicità. Emblematico, in questo senso, è il caso di “Super Mario”, un semplice platform. Come si spiegano 30 anni di successi delle avventure con protagonista il celebre idraulico baffuto? Non ritengo spiegazioni sufficienti il sublime level design che caratterizza (quasi) ogni singolo capitolo del brand o i suoi pur radicali cambiamenti nel corso degli anni, che hanno sicuramente espanso a dismisura il concept iniziale con miriadi di variabili aggiuntive, ma non alterato il suo cuore pulsante, fatto di salti precisi al millimetro. Ecco, qui entra in gioco, in maniera molto sottile, la semplicità, perché in fondo in ogni gioco di Mario e Luigi non bisogna far altro che correre e saltare col tempo giusto. In “Super Mario 3D World”, esclusiva Wii U, ciò non cambia, ma per l’ennesima volta, da una premessa tanto banale, gli sviluppatori-artigiani di Nintendo sono riusciti a trarre fuori dal loro cilindro magico un’esperienza maestosa da provare e profonda e complessa come poche. La semplicità della casa di Kyoto nasconde, infatti, incessantemente insidie e sfide a non finire.

La storia, come sempre, è di una semplicità disarmante: durante una passeggiata nel Regno dei Funghi, Mario, accompagnato da Luigi, l’amata Peach e dal fido Toad, notano un tubo trasparente, dal quale fuoriesce una fatina svolazzante. Disperata, riesce soltanto a chiedere aiuto prima di essere catturata dal solito Bowser. I 4 eroi allora si lanciano immediatamente nel tubo all’inseguimento, ritrovandosi in un nuovo mondo, pieno zeppo come sempre di trappole da evitare e cattivoni da sconfiggere.
“Super Mario 3D World” mantiene l’ormai arcinota struttura a mondi, composti da un numero variabile di livelli in cui bisogna arrivare dal punto A al punto B, raccogliendo nel frattempo stelle e stampi per completare ogni stage al 100%. Al termine di ogni mondo è presente una boss fight, forse l’unica debolezza del titolo, poiché in buona parte queste battaglie risultano particolarmente tediose, banali e fin troppo guidate (escluso il magnifico scontro finale).

Fin qua sembra un normalissimo capitolo del brand, vero? Da un lato, in effetti, lo è e non avrebbe avuto molto senso cambiare le regole di base che questa stessa saga ha imposto nel campo dei platform e di cui tutt’ora rappresenta il culmine, specialmente a livello di precisione e responsività dei comandi. Al contempo, sarebbe da sciocchi non notare alcune novità che permettono di affrontare i livelli in maniera totalmente diversa, come ad esempio la cat suit, un comodo costume da gatto che darà al giocatore la possibilità di arrampicarsi su ogni superficie verticale.
Però parliamoci chiaro: non si gioca ad un capitolo di “Super Mario” per aggiunte del genere, che comunque fanno piacere e riescono a mantenere quell’aria di freschezza ad una struttura ed un gameplay di base ampiamente rodato. La parte del leone l’ha fatta, la fa e la farà sempre il level design, l’unico elemento che davvero differenzia un platform da un altro. Potrei parlare per ore di un livello in cui bisogna seguire le ombre per trovare il giusto percorso, di uno stage composto a imitazione di un teatro, in cui il procedere del giocatore rappresenta la performance salutata perfino con degli applausi, delle meraviglie (e degli scherzi) dei fantasmi nelle case infestate o delle zone ispirate alla savana africana. Non c’è un solo mondo di “Super Mario 3D World” che non riuscirà ad estasiarvi per qualche zona particolarmente ispirata per la sua estetica, a farvi esultare per una sezione un po più ostica ma superata dopo lunghe fatiche o semplicemente rimanere stupiti per un segreto scoperto e pensare “Ma quei diavolacci come l’avranno pensata?”.

Questo già smisurato bagaglio di prodigi è arricchito da una serie di livelli anomali, che vanno a diversificare l’esperienza e bandiscono una volta per tutte anche il leggero pericolo di ripetitività. Eccezionali risultano quelli dedicati a Toad, gli unici riquadri in cui la telecamere è ruotabile completamente, in modo da visualizzare tutte le stelle e il sentiero corretto per raggiungerle. Sono delle vere e proprie perle di game design, apprezzate talmente dalla community che Nintendo ha prodotto un gioco basato esclusivamente su livelli del genere, “Captain Toad: Treasure Tracker”, su cui personalmente non vedo l’ora di mettere la mani.
In conclusione, “Super Mario 3D World” non può essere considerato un gioco dal carattere propriamente originale, ma grazie all’estro infinito e smodato dei suoi sviluppatori riesce a regalare un’esperienza davvero imperdibile, anche solo per scoprire quali sorprese riuscirà a donarvi il prossimo livello in cui salterete dentro.

Luciano Ben Moscariello

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